Cervo (Libero): «Napolitano al Meeting: segnale forte e non scontato»

Martino Cervo (Libero) spiega a Tempi.it l’importanza della visita di Napolitano a Rimini: «Ha dovuto vincere critiche e resistenze interne per venire al Meeting. Senza contare che il capo dello Stato fa parte di una tradizione diversa se non opposta a quella della manifestazione riminese. Ha invitato l’esperienza che sostiene il Meeting a portare il suo contenuto in politica. E’ un segnale molto forte. Stasera da non perdere Chesterton»

Martino Cervo (Libero) racconta a Tempi.it i fatti più importanti della giornata di ieri al Meeting e quelli da non perdere di oggi.

Ieri è intervenuto al Meeting il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Qual è il valore del suo intervento alla manifestazione riminese?

Tutta la giornata di ieri è stata costruita attorno alla presenza del capo dello Stato. La sua visita, che ha inaugurato la mostra portante del Meeting, sui 150 anni di sussidiarietà, e ha aperto di fatto la XXXII edizione non era scontata ed è stata importante per diversi motivi. Innanzitutto, ha dovuto vincere molte resistenze interne e la sua visita è stata accompagnata da polemiche, come quella del Fatto quotidiano, che ha contestato l’opportunità del suo intervento. Napolitano che viene al Meeting è una sorta di legittimazione di una manifestazione a sfondo fortemente religioso. Ma c’è di più.

Cioè?

Napolitano viene da una tradizione molto diversa, per non dire conflittuale, rispetto a quella del Meeting. A Rimini in passato sono state ospitate mostre sul dissenso sovietico e anni fa Napolitano avrebbe probabilmente condannato la lettura che si fa qui dell’Unità d’Italia. E questo aumenta l’importanza della visita.

Come si spiega?

Il capo dello Stato è rimasto interessato dalla posizione culturale dei cattolici qui presenti, che sono ancora interessati alla ricerca del bene comune, in un momento storico in cui in Parlamento le forze politiche non fanno altro che dilaniarsi.

Il discorso del presidente è stato tutt’altro che neutrale nei confronti del Meeting.

Napolitano ha esplicitamente riconosciuto questo luogo e questo metodo di azione politica e cultura come una risorsa per il paese e alla fine dell’intervento ha invitato l’esperienza che sostiene il Meeting a portare il suo contenuto in politica. E’ un segnale molto forte.

Quali sono gli appuntamenti da non perdere oggi?

Ieri il grande assente è stato il governo, a cui Napolitano si è appellato. Oggi ci sarà in Fiera Sacconi, che terrà due incontri molto importanti. E’ chiaro che adesso il ministro del Welfare è quello chiave, essendo le pensioni il tema caldo su cui si misurerà in questi giorni il governo. Segnalo poi lo spettacolo di questa sera: “La ballata del cavallo bianco”. E’ tratto da un testo di Gilbert Keith Chesterton, che conferma la grande proposta culturale che il Meeting fa a tutti perché in questi giorni si vedono volontari di ogni religione confrontarsi e lavorare assieme. Si vede che l’amicizia fra i popoli si costruisce in un dialogo concreto dove nessuno deve rinunciare alla propria identità. Questo è emblematico di ciò che è il Meeting.