Caro Renzi, lascia perdere le richieste di introdurre il matrimonio gay in Italia

«Fai come facciamo noi tanti auguri alla signorina. Ma l’equiparazione della relazione fondamentale uomo-donna, la negazione del diritto di ogni bambino di venire al mondo con una mamma e un papà, quella no, perché non si deve sovvertire la realtà»

Su la 27ora (corriere.it) è stata pubblicata una lettera della giornalista Martina Pennisi al premier Matteo Renzi. La lettera aperta, intitolata “Caro Matteo, ho 31 anni, sono fidanzata e voglio sposarmi. Ma non posso” è riassumibile in questa frase: «Beh, non possiamo. La mia metà della mela è un donna, e lo sono anche io». 

Caro Renzi, come vedi la pantomina continua, il mondo galoppa verso il caos più straziante di popoli in fuga da tagliagole, povertà, malattie di ogni genere, ma il ricco club del mondo capovolto e riscritto secondo le pulsioni omo e lesbo erotiche insiste in un diritto che non esiste se non per scimmiottare il matrimonio, che non è il riconoscimento dell’Amore tra uomo e una donna, ma l’istituzione millenaria su cui si regge il mondo comune, garantisce la continuità della vita e assume la filiazione non come un prodotto del dominio tecnico e scientifico, ma come possibilità espressiva della natura umana in relazione con altro da sé.

Caro Renzi, non esiste il diritto dell’identico e dell’indifferenziato a “sposarsi”, fatto salvo che nel privato ciascuno può assecondare qualsiasi tipo di pulsione e che la chiami “amore” o “fatti miei” interessa poco alla società e allo Stato. Che questo galoppi in Occidente è una delle ragioni per cui il resto del mondo, popoli dell’Oriente e Sud del mondo, si sente minacciato e aggredito da un imperialismo antropologico che dietro le cosiddette unioni gay, come si vede, trascina le pratiche naziste della vita manipolata, prodotta e commercializzata in laboratorio.
Trascina e vorrebbe imporre al mondo il bambino figlio dello sperma e dell’ovulo anonimo, la spersonalizzazione della filiazione, l’utero e il pene in affitto, il delirio di onnipotenza e il narcisismo individualista, il caos genetico e il capriccio sessista eretti a sistema.

Caro Renzi, hai la possibilità di ricordare all’Occidente che galoppa verso l’autodissoluzione attraverso la sregolatezza delle proprie ossessioni da pance piene e sesso annoiato, che noi siamo l’Italia. Il posto della civiltà e della ripresa continua di civiltà.

Caro Renzi, fai come facciamo noi tanti auguri alla signorina e signorini che si legano a persone dello stesso sesso e dai loro ciò che in diritto privato spetta a tutti. Ma l’equiparazione della relazione fondamentale uomo-donna, la negazione del diritto di ogni bambino di venire al mondo con una mamma e un papà e di crescere con una mamma e un papà, quella no, perché non si può e non si deve sovvertire e violentare la realtà.
Pena il tramonto dell’Occidente e, come si vede già, di quell’imperatore dell’Occidente Barack Obama che, imponendo lo stereotipo di una falsa uguaglianza al mondo, sta scatenando contro l’Occidente l’inimicizia dei popoli che, giustamente, non accettano il diktat del complesso industriale da cui sorgono i cosiddetti nuovi diritti sbandierati dalla lobby Lgbt.