Google+

Cambiamenti climatici. Nuovo studio conferma: l’accordo di Parigi è inutile

agosto 2, 2017 Leone Grotti

Il patto firmato da 195 paesi e fatto di promesse non servirà a contenere a 2 gradi il riscaldamento globale. «Serve piuttosto una svolta tecnologica»

Lo sapevamo già, ma repetita iuvant. Quel grande calderone di promesse non vincolanti che è l’accordo sul clima di Parigi, firmato da 195 paesi, anche qualora venisse rispettato, non servirà a contenere a 2 gradi il riscaldamento globale rispetto ai livelli pre-industriali. Lo sostiene uno studio guidato da un professore dell’Università di Washington pubblicato su Nature Climate Change e ripreso da tutti i quotidiani del mondo. Secondo il docente Adrian Raftery, c’è solo l’1 per cento di possibilità che le temperature crescano in misura inferiore a 1,5 gradi.

PREVISIONI E SCIENZA. Lo studio si basa su un modello statistico e non è in grado di predire che cosa succederà davvero nel 2100, ma secondo i calcoli dell’ateneo di Washington «c’è un 90 per cento di possibilità che le temperature aumentino di 2-4,9 gradi» rispetto ai livelli pre-industriali. Come scritto in passato da due articoli del Wall Street Journal e New York Times, in realtà nessuno è mai riuscito a dimostrare scientificamente che se non si agisce la soglia dei 2 gradi sarà superata. Allo stesso modo, nessuno ha mai dimostrato scientificamente che se la soglia verrà superata moriranno centinaia di migliaia di persone entro il 2100 per i cambiamenti climatici, come sostiene la Commissione internazionale sul cambiamento climatico dell’Onu (la stessa che nel 2007 ha pronosticato lo scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya tra 18 anni). Ma il punto è un altro.

«SVOLTA TECNOLOGICA». Invece che concentrarsi sulle emissioni di gas serra, il nuovo studio prende in analisi i trend di aumento della popolazione, il Pil pro capite e l’intensità delle emissioni, cioè la quantità di diossido di carbonio emesso per ogni dollaro speso in attività economiche. Pur specificando che «agire è fondamentale» e che «i nostri risultati non devono essere usati per dire che ormai è troppo tardi per impedire l’innalzamento della temperatura», Raftery sottolinea che «solo una svolta tecnologica potrebbe cambiare sensibilmente le nostre previsioni».

UN PESSIMO ACCORDO. La nota è importante, visto che l’accordo di Parigi per combattere il riscaldamento climatico non si basa su investimenti per la ricerca di nuove tecnologie ma sulla costosissima (e a quanto pare praticamente inutile) riduzione delle emissioni. Già nel 2015, lo scienziato politico danese Bjørn Lomborg aveva pubblicato uno studio su Global Policy per evidenziare che anche qualora le promesse di tutti i paesi venissero mantenute, cosa che non sta neanche lontanamente accadendo – la riduzione della temperatura sarebbe stata al massimo pari 0,048 gradi centigradi. Sommando tutti gli impegni presi, infatti, si ottiene una riduzione delle emissioni di Co2 di circa 36 miliardi di tonnellate, ma per contenere l’innalzamento delle temperature ai livelli desiderati, andrebbero ridotte di 3.333 miliardi di tonnellate.

«FALSO SENSO DI RIGORE». Se la strada più adatta per combattere i cambiamenti climatici sembra essere quella dell’avanzamento tecnologico, resta un problema di fondo, come sottolinea al Guardian Andrew Dessler, scienziato del clima presso l’Università Texas A&M: «Sono d’accordo sul fatto che è molto improbabile che l’innalzamento della temperatura resti al di sotto dei livelli desiderati ma questa ricerca dà un senso fasullo di rigore. Domani qualcuno potrebbe inventare una fonte di energia carbon-free subito adottata da tutti. Le cose possono cambiare molto più rapidamente delle previsioni delle persone».

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download

Tempi Motori – a cura di Red Live

Il 24 e il 25 marzo, se siete in zona capitale, non prendete impegni: ci sono gli Honda Days 2018 all’autodromo di Vallelunga. Si possono provare auto, moto e non solo…

L'articolo Honda Days 2018: 24 e 25 marzo, tutti a Vallelunga proviene da RED Live.

Neve, ghiaccio, temperature polari e 26 passi alpini. La terza edizione della 20Quattro Ore delle Alpi, organizzata da Audi, ha incontrato le condizioni giuste per mettere alla prova 5 equipaggi che si sono sfidati a suon di km percorsi e prove speciali ghiacciate sulle nuove RS4. C’eravamo anche noi

L'articolo 20Quattro Ore delle Alpi Audi. C’ero anch’io proviene da RED Live.

Presentata per la prima volta nel 2007, la Peugeot 308 ha subito un restyling nel giugno 2017. Dal punto di vista meccanico la novità preponderante era stata la sostituzione del cambio automatico a 6 rapporti in favore di un nuovo 8 rapporti. Un cambio più evoluto sviluppato dalla giapponese Aisin capace di rubare sulla bilancia […]

L'articolo Peugeot 308: aggiornamenti a 8 rapporti proviene da RED Live.

Più dinamica - non solo nel look - e tecnologica. Per sfidare a testa alta le rivali più pericolose del segmento. La nuova Kia Ceed è pronta per sfilare sulla passerella del Salone di Ginevra 2018

L'articolo Nuova Kia Ceed, senza apostrofo ma con più stile proviene da RED Live.

La 2ª edizione del circuito organizzato da Bosch eBike Systems, con il supporto di Trek, coinvolgerà 5 Paesi europei. I percorsi sono adatti sia agli amatori sia ai professionisti. Il via dal Bike Festival di Riva del Garda a fine aprile

L'articolo Bosch eMTB-Challenge – Da aprile a settembre – Info e iscrizioni proviene da RED Live.

Pasqua in Armenia - iStoria Viaggi