«Vi prego, vi prego, vi prego»

mare-nostrum-marina-lampedusa-migranti-barconi9Oggi il Corriere della Sera racconta la storia di una bambina di 11 anni unica superstite di un naufragio avvenuto a metà aprile nel Mediterraneo. La piccola era partita dal Gambia assieme ai genitori, il fratellino e la sorella poco più grande di lei. È stato proprio quest’ultima a salvarle la vita: «L’ha spinta in su, l’ha tenuta a galla come ha potuto, con la forza della disperazione, e le sue braccia hanno smesso di muoversi proprio quando la nave Orione si avvicinava – racconta il Corriere -. Mentre annegava forse ha capito che sua sorella era salva, che lei non stava morendo invano». A parte lei, tutti i suoi familiari sono morti.

 La bambina ora si trova in una casa di accoglienza per minori gestita dal Servizio immigrazione della Comunità Papa Giovanni XXIII a Reggio Calabria. Qui ha raccontato la sua vicenda, spiegando che mentre la mamma, il papà e il fratello si trovavano nella stiva con altre 400 persone, lei e la sorella – avendo pagato di più – avevano dei posti “riservati” in alto al barcone. Durante il viaggio quelli che stavano nella stiva hanno iniziato ad agitarsi, cercando un po’ d’aria. La barca si è sbilanciata e si è rovesciata. Gli uomini della Marina militare hanno salvato 144 persone e contato 9 morti. Ma quanti altri hanno perso la vita?

La bambina ha scritto una lettera, indirizzata ai suoi «fratelli» africani. Ecco il testo:

«Ho attraversato il mare per venire in Italia, molte persone sono morte, i miei migliori amici, mia sorella e mio fratello sono morti tra le onde per venire in Italia… Per favore, lo dico alle persone che stanno per venire in questo posto chiamato Italia… il mare è molto molto pericoloso. Vi prego, fratelli e sorelle, basta arrivare in questo modo. Vi prego, vi prego, vi prego… vi dico questo perché so cosa ho visto».

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