Vestiti, ombre e scarpette rosse fluttuano nelle opere di Veronica Garcia

È una bambina vestita rosso l’unica protagonista dell’opera Cumpleanos di Veronica Garcia: sola in uno scenario abbandonato, questa piccola Alice in un paese, che non è proprio delle meraviglie, vaga in un campo di disordinati cespugli, dando le spalle a una città fantasma, sopra la sua testa contrastano con un cielo plumbeo dei palloncini bianchi appesi a un filo. Scenari onirici in cui fluttuano città, barche, vestiti, scarpe e manichini. Sono questi i soggetti preferiti dall’artista argentina che, scavando nei suoi ricordi, trasforma la sua memoria in immagini enigmatiche, che la portano indietro alle proprie origini a quando, ancora bambina, si trasferisce con la famiglia nella città di Puerto Madryn, dove scopre l’amore per l’arte.

Così come le scarpe sono il simbolo faticoso del percorso della sua vita, le barche rappresentano il fluire della sua esistenza, mentre gli abiti raccontano la sua identità unica. La sua è una pittura materica, dove i colori sovrapposti si fanno sempre più pastosi e dove un posto importante è occupato dall’ombra, o meglio dal ricordo dell’ombra, quella cosa immateriale che ci segue per tutta la vita come una fedele compagna dei nostri viaggi verso sempre nuovi lidi e di tutte le nostre scelte. Ed è proprio l’ombra a dare il titolo alla retrospettiva El recuerdo de la Sombra che la Costantini Art Gallery di Milano dedica all’artista, dove dal prossimo 20 settembre fino al 13 ottobre 2012 si potranno ammirare una serie di opere recenti che raccontano mente e cuore di un’artista alla continua ricerca del sapere e della conoscenza.

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