«Vengo a dirvi che Dio vi vuole bene»

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Pubblichiamo la rubrica di Marina Corradi contenuta nel numero di
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In chiesa alla Messa della domenica una vecchia signora si siede accanto a mia figlia e a me. Capelli bianchi, ottant’anni almeno, vestita dignitosamente, ha occhi azzurri che devono essere stati molto belli, come del resto il viso, ancora aggraziato nonostante gli anni. La signora ci guarda. Con una gentilezza di altri tempi mi sorride e allunga la mano a stringere la mia. Io per un momento penso che forse allora ci conosciamo, ma non ricordo di averla mai vista.

«Posso – mi chiede – salutarvi con affetto? Vengo a dirvi che Dio vi vuole bene». E, alla nostra espressione stupita: «Sa, io sento di dovere dire da parte di Dio questa cosa alle persone, di dire che Dio vuole loro bene. È un fatto strano, mi è successo da poco. Mi è venuto in mente una mattina, che occorre che qualcuno dica alla gente che Dio le vuole bene. Poi, sono uscita in giardino e ho trovato, nel prato, cinquanta quadrifogli, tutti insieme. Allora mi sono detta: vedi, è un segno». Io, imbarazzata, annuisco: «Già, certamente…».

Gli occhi della donna sembrano sorridere candidi del nostro sguardo stupefatto. Poi, quasi a rassicurarci: «Sa, ho parlato col parroco. Gli ho detto che mi era venuta questa idea. E lui mi ha risposto: lo dica allora signora, a quelli che incontra, anche questo è apostolato».

C’è, in quegli occhi color pervinca, un po’ di follia e insieme della saggezza. La storia dei cinquanta quadrifogli testimonia la follia; e però quel semplice «voglio dirvi che Dio vi vuole bene», intenerisce.

Come se fosse vero. Come se, veramente, la sconosciuta fosse un messaggero. (Ma io ci credo poi davvero, che Dio mi vuole bene?, mi domando mentre la Messa inizia, e sento in me il passo esitante di chi si avventura su un pavimento insicuro). Però che la vecchia signora, nella chiesa piena, abbia scelto noi per il suo annuncio, mi rallegra. Che ci sia, mi chiedo sentendomi un po’ sciocca, qualcosa di vero?

Osservo più attentamente la donna. Porta la fede, ma sembra così sola. I vestiti, le scarpe, tutto è pulito, in ordine, benché evidentemente di poco prezzo. Mi piace il suo viso, fine e femminile ancora, e anche le rughe non nascoste. Al Vangelo, quando il sacerdote legge del Pastore che non abbandona mai le sue pecore, lei china il capo ad annuire: sì, è così, è proprio vero. Vorrei sapere il suo nome, seguirla e vedere dove vive. Mi immagino un appartamentino nelle case popolari, qui dietro, con una vecchia cucina e la camera, e un centrino di pizzo sul cassettone; e nessuno, se non, forse, gli occhi verdi di gatto. Ma, nata e cresciuta a Milano, sono così restia a dare confidenza al prossimo. La Messa finisce, e la signora esce.

Matta? Forse, o caduta nella demenza senile, con quei suoi begli occhi chiari come acqua. Eppure mi ha colpito quel suo annunciarci, come aspettasse proprio noi: devo dirvi che Dio vi vuole bene. Matta, forse, però se fra trent’anni anche io avrò perso la ragione, vorrei una follia come la sua, gentile, che lascia in chi l’incontra un dubbio: che, misteriosamente, quel messaggio sia vero.

Foto preghiera da Shutterstock

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