Una cucina milanese che strappa applausi

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Ma che posto è questo? La caverna delle meraviglie? Eppure vi ci abbiamo già portato anni fa. Da Arlati, a Milano, zona Bicocca, se si guarda l’ambiente ci si aspetta il servizio di filet mignon, escargots, crèpes suzette: pare di essere a Parigi, nella sala di un night club di un certo tono. Statue, porcellane, sculture animalesche, quadri, fregi, moquette, imbottiture: se il mondo è un gran teatro, Arlati è praticamente il mondo che si guarda allo specchio.
Eppure, sotto una vernice tanto suggestiva e romantica, si cela qualcosa di non meno catturante: la poesia di una cucina milanese ottimamente realizzata. Del resto, nel 1936 Luigi e Modesta Arlati spadellavano per gli operai della Pirelli, e facevano le stesse cose che si mangiano oggi. Il loro figliolo Mario iniziò a baroccheggiare, decorando l’ambiente ma soprattutto ospitando rocker emergenti nella taverna sotterranea. Oggi con Leo, classe 1975, e la sorella Giorgia, siamo alla terza generazione, e senza cedimenti. Seduti alle comodissime tavole, eccoci un menù che parla milanese.

Antipasto: misto di salumi, nervetti, verdure all’aceto e paté di vitello, filologico, milanesissimo. Di primo, si va forte col risotto, in solitaria oppure sormontato da ossobuco o da rostin negàà. Ma il piatto strappa applausi è quello degli gnocchi di patate, fatti rigorosamente in casa, morbidi, irregolari e conditi con la salsa di pomodoro con le cipolle che fa pensare a quel che avrebbe fatto la bisnonna se solo l’avessi conosciuta.

Di gran classe anche i secondi. Se la costoletta (o cotoletta) alla milanese non vi piace battuta sottile, qui vi faranno ricredere: niente suola di scarpa, anzi una carne umorosa e di perfetta soddisfazione, non immiserita da perfette patate arrosto. C’è naturalmente anche dell’altro, ma qui citiamo solo le risultanze della nostra ultima visita. E tenete presente che in chiusura pasto ci si diverte col gelato di menta e liquirizia, dopo aver bevuto da una cantina rimarchevole. Considerate circa 50 euro a testa.

Per informazioni: Trattoria Arlati Via Alberto Nota, 47 – Milano Tel. 02.6433327 Chiuso sabato a pranzo e tutta la domenica

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