Una bella dose di felicità a pochi passi dalla Dolce Vita

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – È l’oste che fa l’osteria. Quando un oste sa fare il suo lavoro in cucina e riesce a trasmettere la passione ai suoi clienti, ha ipotecato almeno un po’ il successo del suo locale. Figure del genere sono quantomai benvenute nel panorama ristorativo di oggi.E Luciano Bracciantini, da Montecchio (Terni), umbro col certificato, l’ultimo anfitrione di questa schiatta a essersi trovato sulla nostra strada di mangiatori compulsivi, ha superato in pieno l’esame.

Siamo a Roma, via Lucania, a pochi passi dalla Dolce Vita di via Veneto: qui Luciano da anni manda avanti CucinAtipica, un ristorante un po’ shabby chic dove tratta i clienti come gli ospiti a casa. La sala predispone alle abbuffate, coi suoi legni chiari e col richiamo di Gregorio, l’immancabile pappagallo di Luciano.

E la cucina sfodera una creatività notevole partendo da basi umbre, e spesso da verdure e farine prodotte in proprio, nell’azienda agricola di Luciano, direttamente dal Cuore Verde d’Italia. Sentite che poesia nel “Ci vuole fegato”: un torroncino di fegato di vitello e anatra, accompagnato dalla cipolla di Cannara (non lontano da Bastia Umbra) glassata e da una salsa al cappero. Freschezza e dolcezza, tutto in uno. Incuriosisce anche “Sugli allori”: lingua di vitello, prugne secche, alloro e mugnoli, che sono come dei piccoli broccoli.

Ma sentite la compattezza delle pappardelle in sfoglia, fatte in casa e con farine di casa, condite semplicemente con rosmarino, bottarga di muggine e patate viola: uno schianto di poesia. Stesso discorso per la faraona con cipolla verde, patate turchesi e timo. Dalla griglia ci vengono costate e filetti, siano essi di Chianina o di mucca Wagyu, e anch’esse sono selezionate con amore.

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Per chiudere, la texture di caffè e rosmarino, oppure il parfait di ricotta, basilico e pere. Questi sono solo esempi, ma la scelta è buona. Del resto anche il vino è ben scelto. E il pane, dimenticavamo, è d’eccezione, davvero memorabile.
Calcolate circa 50 euro e una bella dose di felicità.

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