Un po’ di sano garantismo per Renato Mannheimer: è indagato, licenziatelo

Il Correttore di bozze si è stufato di scudisciare i giornalisti somari e, soprattutto, miscredenti. Oggi vuole pensare positivo, quindi invece di appioppare ai lettori il consueto sermone apocalittico ha deciso di segnalare loro, finalmente, una buona notizia. Un bel gesto di solidarietà tra colleghi, cosa assai rara in un mondo, quello della stampa, solitamente popolato da brutte persone inacidite, sicari senza pietà e correttori di bozze.

Questo inatteso sprazzo di umanità poi è tanto più sorprendente perché viene dal Fatto quotidiano, che invece di solito è un giornale, diciamo così, birichino. Soprattutto con i concorrenti. Oggi, invece, inaspettatamente, ecco comparire a pagina 8 un boxino che vuol essere con tutta evidenza una carezza verso gli amici del Corriere della Sera. Fin dal titolo si capisce che i ragazzi di Padellaro e Travaglio vogliono provare a essere carini con i colleghi. Eccolo qua: “Sul Corriere i flussi li studia l’indagato”.

Sentite che roba, viene quasi da commuoversi:
«La credibilità, prima di tutto: è questa la legge del Corsera. A chi affidare l’analisi dei flussi elettorali nell’era dell’astensionismo più selvaggio? A chi la delicata materia del calo grillesco con pezzo chilometrico e tabelle esaustive nella pregiata pagina 5? L’uomo giusto per il più autorevole quotidiano italiano è Renato Mannheimer, il sondaggista indagato per frode fiscale».

Con gli occhi colmi di lacrime per l’emozione e il cuore gonfio di sentimenti mai provati prima tipo fratellanza, tenerezza, amore, giustizia, il Correttore di bozze giura che è veramente difficile al giorno d’oggi, in questo ambiente cinico e feroce, assistere a simili prove di empatia. E come se non bastasse, dopo un breve excursus sui «milioni di euro evasi, società civetta in Svizzera» e altri simpatici capi d’accusa attualmente pendenti sulla gobba del caro Mannheimer, l’autore dell’articolo sfodera la migliore esibizione di cultura garantista che si ricordi: quelle contro il sondaggista, scrive, sono «tutte ipotesi che i pm milanesi dovranno dimostrare, è chiaro. Ma nell’attesa il Corrierone non ha dubbi, continua a puntare su Mannheimer. O forse su un contratto che, in tempi di stracrisi, riempie una pagina. Evitando onerosi costi extra budget».

Ecco. Il Correttore di bozze augura a tutti i giornalisti e ai collaboratori delle varie testate, nella funesta ipotesi che un domani finiscano nei guai con la magistratura, di subire dai colleghi, in attesa del giusto processo, lo stesso compassionevole trattamento. O, in alternativa, una pistolettata alla nuca.

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