Un montascale, un montascale, il mio regno per un montascale!

Cari amici, sono fortemente indignata per un fatto che si sta verificando nel condominio della casa che abbiamo al mare, ad Alghero, ridente cittadina della Riviera de Corallo. Come tutti voi ormai sapete, io sono ammalata da 15 anni, e siccome nel mio palazzo non c’è ascensore, per poter arrivare al secondo piano, dove abbiamo l’appartamento, è stato necessario installare un montascale. Da premettere che, qualche buontempone, l’ha manomesso e io non sono potuta salire a “casa mia”, perché se si fosse bloccato chi mi tirava giù di lì? Esatto, nessuno.

Purtroppo c’è in giro gente così, che provoca danni senza pensarci (e io pago, manco fossi Paperon de’ Paperoni). Non solo: all’interno del condominio un inquilino sta facendo di tutto per levare il montascale. Ora, io non so perché lui provi tanto fastidio per il montascale, forse pensa che per me sia superfluo (cosa non vera) oppure che io sia mezza morta (mi spiace per lui, sono viva e vegeta e non ho fretta di andare sottoterra), sta di fatto che s’è messo in testa di essere la Merkel del mio pianerottolo e vuole che tutti ubbidiscano ai suoi ordini. Ma qui siamo in Italia, caro mio, e si ubbidisce alle leggi italiane.

Lo sapete come vanno a finire queste cose, no? S’è fatta una bella riunione di condominio. La povera Immacolata – mia sorella –, che da un po’ di anni non vi partecipava più avendo altre cose più importanti da fare (tipo: accudire me), questa volta è dovuta andare per difendere i diritti della Susy.

Ora, avessi potuto andarci io alla riunione avrei fatto una di quelle filippiche che Fidel Castro, al confronto, è un campione di sintesi. Perché, vedete, mi fa proprio amarezza constatare l’insensibilità di tanta gente incapace di vedere oltre la punta del proprio naso. A lui il montascale potrà pure dare fare fastidio, ma per me è l’unica possibilità di muovermi. Insomma, secondo voi è più fastidioso fare tre gradini o avere la Sla?

Ma c’è un dato più profondo, al di là della mia piccola diatriba da pianerottolo, di cui vorrei parlarvi e cioè il fatto che comportamenti come questi fanno sentire noi malati degli “scemi”. Cioè come se noi fossimo gente che non può capire, accorgersi di quel che accade introno, come se fossimo dei vegetali.

Ma io non sono morta, né mezza morta. Io ho la Sla. Poi ho anche la testa dura – d’accordo –, ma è questo che mi permette di non arrendermi e sfiduciarmi. Poi ho mia mamma e mia sorella e ora anche questo piccolo gruppo di lettori a cui chiedo di essere sempre vicino ai malati. Non siate superficiali, non sbuffate, non siate prepotenti, anche le piccole cose hanno un grande valore per noi. È una vita essenziale la nostra, dove tutto – anche il particolare – ha grande valore. Tornando a fare la spiritosa, mi verrebbe da rubare una battuta a Shakespeare e urlare: «Un montascale, un montascale, il mio regno per un montascale!».

Bacioni,

Susanna

Ps. La riunione di condominio è andata bene. Immacolata ha ricevuto la solidarietà di tutti gli altri inquilini e il montascale è rimasto dov’era. Sono contenta, stasera si festeggia. Champagne!

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •