Un bacio da uno sconosciuto

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Cari amici, del mio “riposo” ad Alghero vi spiegherò un’altra volta! Adesso vi voglio raccontare un fatto che è successo l’ultimo giorno che siamo state al mare, ad Alghero, nella passeggiata Bousquet sotto la “mia palma riservata” o come l’ho ribattezzata io: “Las Palmas”!

Mentre osservavo il mare splendido e con colori bellissimi che cambiavano dal celeste tenue all’azzurro intenso, e mentre chiacchieravamo con Immacolata e Piera (provate ad immaginare quale era l’argomento: la mia Dinamo!), si è avvicinato un bel ragazzo che transitava proprio sulla passeggiata, è sceso dalla sua bicicletta, si è diretto con passo deciso verso Immacolata e l’ha baciata. Immacolata, che non si aspettava di ricevere un bel bacio da uno sconosciuto, è rimasta imbambolata per un paio di secondi, cercando di capire chi fosse il bel ragazzo e soprattutto se in qualche modo lo conoscesse.

Dopo averlo guardato bene ha capito che non lo conosceva affatto ed era semplicemente uno sconosciuto. Il bel ragazzo ha continuato a stupirci: si è avvicinato a me e mi ha accarezzato delicatamente quasi avesse paura di farmi male. Poi si è seduto sul muretto vicino a Immacolata ed è scoppiato in un gran pianto. Io, Immacolata e Piera ci siamo guardate negli occhi in assoluto silenzio. A quel punto Immacolata si è alzata, ha messo una mano sulla spalla di quel ragazzo e ha cercato di consolarlo. E così ci siamo trovate a consolarlo. Dopo abbiamo saputo da lui che si era fermato con l’intento di darci conforto e invece siamo state noi a consolare lui.

Vi immaginate il paradosso? Giovanni (si chiama così) si era commosso vedendo quella scena sotto la palma…. di noi tre che stavamo lì, semplicemente a guardare il mare! In effetti eravamo proprio carine, ma se ci avesse visto qualche giorno prima a tifare i bambini che giocavano a basket proprio davanti a noi (infatti lì davanti avevano posizionato un canestro e tantissimi bambini giocavano e ci rallegravano) non eravamo così “angeliche”! Però da qualche giorno il canestro era stato tolto, e così avevamo la vista libera su tutto il golfo, ma soprattutto la visione del “gigante addormentato” di Capo Caccia. Giovanni ha visto questo “quadro celestiale” (alla faccia della modestia…. se non me lo dico da sola non lo dice nessun altro!), ha deciso di fermarsi e gli sono venuti i lucciconi.

Dopo che siamo riuscite a calmarlo abbiamo chiacchierato un po’ e si è addirittura scusato, perché diceva che le persone si lamentano per tutto, soprattutto per le cose più futili e vedermi così serena guardare quella meraviglia che è Capo Caccia l’ha colpito profondamente. L’ha stupito che una persona che aveva davvero motivo di lagnarsi, avesse il volto di chi gode delle piccole e grandi cose che il creato ci offre. Dopo aver chiacchierato un altro po’ ci ha salutato come fanno le persone che hanno grande confidenza, ed è andato via un po’ più rasserenato.

La cosa ci ha colpito molto e ne abbiamo discusso a lungo perché mai avremmo immaginato che un bel ragazzone grande e grosso si commuovesse a tal punto… il bello è che si sono invertite le parti… l’abbiamo consolato noi.

Ho riflettuto molto su questo fatto e sono arrivata alla conclusione che ci sono ancora persone sensibili e, soprattutto, non è vero che i giovani non sono sensibili! Dipende tutto dall’educazione che si riceve e dalla propria disponibilità ad accettare “il diverso” da noi. Io non so chi ha mandato Giovanni, è arrivato dal nulla e nel nulla è sparito, educatamente e silenziosamente, ma sono convinta che nella vita tutto ha un senso, che niente accade per caso. E Giovanni non era lì per caso! Beh, ci ha fatto piacere che il nostro riposo algherese si concludesse con un gesto di buon cuore ma…. credo ci siano tante persone così.

Grazie Giovanni e spero un giorno di rincontrarti.

Bacioni

Susanna


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