Tutti dicono che Papa Francesco voglia fare una Riforma

L’occidente della modernità nasce su sei grandi rivoluzioni.

La riforma Gregoriana (Papa Gregorio VII). La Riforma protestante. La riforma Luterana. La rivoluzione americana. La rivoluzione francese. La rivoluzione russa.

Tutti dicono che Papa Francesco voglia fare una Riforma.

Quella di Gregorio VII innescò sul fronte laico il concetto di Stato di diritto e poi quello di Stato sociale (almeno in Europa).

Gregorio VII desiderava svincolare la Chiesa e il suo Annuncio dal potere temporale che ambiva ad essere l’uno e l’altro, trovando nello spirituale il consenso al suo potere e pure l’idea normativa.

Papa Francesco pare voglia pure lui svincolare l’Annuncio della Chiesa dalla pressione ideologica – politica, secondo la quale l’Annuncio conferma l’idea antropologica di umanità laicista e liberista.

Per questo molti tra quelli che esaltano il riformismo di Papa Francesco lo esaltano non già perché lo condividano, ma perché lo temono: temono che la Chiesa non supporti più questo potere. E allora ecco la corsa alla lusinga.

Una Chiesa libera di annunciare l’Avvenimento è temuta perché la politica e l’ideologia da sole non sono in grado (mai lo sono state) di dare vita a un uomo nuovo e quindi a una civiltà, senza procurarne una morte per sfinimento.

I dati demografici europei lo confermano.

Quella di Gregorio VII sul fronte cattolico suscitò grandi divisioni.

L’eresia luterana come la scissione protestante furono ferite profonde, proprio perché si schierarono dalla parte del potere politico ed ideologico. Magari anche in buona fede.

Viva la mala fede, allora, che non demonizza nessun potere se il potere non è demoniaco.

Viva la mala fede che collabora con tutti i poteri se i poteri lavorano per il benessere dell’uomo.

Viva il Papa, dunque.

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