Trump ammazza la democrazia, sfracella i diritti umani e danneggia pure la salute

La prima notizia è che il glorioso Washington Post, giornale che secondo il Fatto quotidiano è «in prima linea col New York Times nello scontro tra Trump e i media», e dunque merita tutto l’appoggio possibile da parte di questo blog, ha messo sotto la testata un nuovo motto, ovvero «Democracy Dies in Darkness», «La democrazia muore nel buio». Inutile aggiungere chi sia il destinatario di tale sacrosanto «monito», essendo ormai universalmente noto che ogni cosa che muore al giorno d’oggi è stata uccisa da Trump.

La seconda notizia è che il New York Times (altro giornale «in prima linea» etc. etc., e che dunque merita da questo blog etc. etc.) ha scoperto che Trump da presidente gioca un sacco a golf dopo essersi lamentato per mesi che Obama da presidente giocava un sacco a golf. In attesa di scoprire come riuscirà Trump a rovinare anche questo sport così nobile ed elegante (e soprattutto praticato così dannatamente bene da Obama secondo il New York Times etc. etc.), ci sentiamo di condividere la sintesi del Fatto quotidiano: «Nell’America di Trump “la democrazia muore nel buio”» «ma The Donald gioca a golf».

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Comunque non muore solo la democrazia americana, anche il mondo in generale «è diventato un posto più cupo, instabile, diviso e pericoloso». È la convinzione di Amnesty International, contenuta in un rapporto ripreso ieri dal Corriere della Sera. Viviamo in «un mondo martoriato senza precedenti negli ultimi 70 anni» e indovinate un po’ chi è stato a massacrarlo? Esatto. Sono stati i «leader populisti — Orbán, Erdogan, Duterte, ma anche Modi e Putin fino a Trump».

Infuriano «guerre come quella in Sud Sudan», per non citare «il bombardamento deliberato degli ospedali, ormai di routine in Siria e Yemen», eppure oggi «anche gli Stati che un tempo sostenevano di difendere i diritti umani nel mondo ora sono “troppo occupati a violarli al loro interno per pensare di chiamare gli altri a risponderne”», scrive il Corriere citando Amnesty. Pensate un po’: Trump è in carica da neanche un mese e ha già fatto sfracelli per anni.

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Infine una chicca da Internazionale, pagina 79, sezione cinema: «Nell’ennesimo sequel della serie Resident evil c’è un virus T che minaccia il mondo ma non ha niente a che vedere con Trump». Semmai la T sta per Tonald.

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