Tony Scott e Maurizio P., due morti e due misure

Negli ultimi giorni i quotidiani hanno dato risalto a due suicidi. Tony Scott si è buttato da un ponte e tutti hanno scritto “il regista di Top Gun”; Maurizio P. di Torino si è dato fuoco e tutti hanno scritto “disoccupato con problemi economici”.

Che differenza tra questi due epitaffi. Nell’uno l’insuccesso della vita è accostato a un grande successo nella vita quasi a consolarci: è vero, si è ucciso, ma almeno in una occasione ha potuto essere felice.

Nell’altro sembra invece non esservi stato scampo: la catena degli insuccessi si è srotolata inesorabilmente fino all’insuccesso per eccellenza.

Eppure, ne sono certo, la grazia (anche senza scomodare quella con la G maiuscola) ha toccato la vita di Maurizio almeno una volta. Forse si sarebbe potuto scrivere “Maurizio, che aveva vinto una memorabile partita a biliardo contro il re della sponda”, oppure “Maurizio, che per una settimana era stato amato alla follia da una donna bellissima”.

Due morti, due misure; ad accomunarle, credo, la dimenticanza di un momento di Grazia.

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