Tolta la stepchild, rimane il trucco sulle adozioni

E ora che succede? Dopo il passaggio al Senato del nuovo testo sulle unioni civili, che cosa – fatti salvi i possibili cambiamenti alla Camera – possiamo preventivare accada nel campo dell’adozione? Era il punto più incandescente del testo Cirinnà (stepchild adoption) ed ora che è stato stralciato cosa cambia? Nel testo approvato al Senato al comma 20 si legge: «Resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti», cioè si rimanda ai cosiddetti “casi speciali” previsti dalla legge 184/1983.

Dalla lettura dei giornali segnaliamo tre dichiarazioni che ci paiono interessanti.

«Continueranno a essere i giudici [a decidere]. Potranno considerare legittima, in determinate circostanze, l’adozione del partner omosessuale del genitore biologico. Ed altri che decideranno in modo opposto. (…) Saranno come al solito i minori a sopportare le conseguenze peggiori. La scelta di non legiferare lascia a noi giudici la facoltà di intervenire in via interpretativa. (…) Non rimane che attendere la riforma della legge sulle adozioni, ma con i tempi della nostra politica probabilmente la parola resterà a noi giudici ancora per molto tempo».
Luciano Spina, consigliere della corte d’appello di Brescia, già presidente dell’associazione dei giudici minorili e della famiglia, Avvenire

«Quando si apre una strada si mettono in moto meccanismi che si alimentano e rafforzano tra loro; com’è avvenuto per il Movimento delle donne negli anni Settanta, ogni meta conquistata non è un punto d’arrivo ma l’inizio per la battaglia successiva».
«Il vuoto legislativo in ambito di adozioni resta, i giudici continueranno a fare ciò che hanno fatto finora. La legge non sposta nulla nei parametri normativi, e non tocca a me offrire orientamenti giurisprudenziali. Il vuoto dev’essere colmato dalla politica, e su questo tema il Pd assumerà l’iniziativa al più presto. Vedremo come si comporterà il Movimento 5 Stelle».
Andrea Orlando, ministro della Giustizia, Pd, Corriere della Sera

«Cosa accadrà ora? Dice Gambino (ordinario di Diritto civile, estensore dei Dico di Prodi, ndr): “Se la Corte Costituzionale o il presidente della Repubblica non la dichiarano incostituzionale è la base giuridica per dare le adozioni piene, ben oltre la stepchild. La legge sulle adozioni, infatti, prevede che tu sia coniugato da almeno tre anni, non specifica altro, quindi il rapporto rilevante è quello coniugale”. E il fatto che nel nuovo istituto non sia previsto l’obbligo della fedeltà? “Non cambia nulla, conta il vincolo coniugale”. Se non lo fa l’Italia di sua sponte, sarà la Corte dei diritti europei a imporlo: essa, infatti, “non valuta la libertà degli Stati di fare o no una norma, ma il fatto che una norma non sia discriminatoria. Se una legge che fa un simil matrimonio non dà tutti i diritti previsti dal matrimonio, è discriminante”. Restano, è vero, alcune differenze di regolamentazione: il divorzio più breve, l’assenza di obbligo di fedeltà e poco altro, ma, come dice Gattuso (giudice del tribunale di Bologna, ndr), “sono del tutto irrilevanti”».
Dichiarazioni apparse su Libero

Foto Ansa


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