Immaginare, immedesimarsi, condividere. Le mie “ferie” e voi

campus_susannaCari amici,

siamo arrivati a fine luglio e, come per ogni comune mortale, è arrivato anche per me il momento di andare in ferie.
Voi direte: ma non ti sei riposata abbastanza quando eri senza computer? Eh no, cari miei! Faccio una fatica incredibile a scrivere perché devo dettare i miei pensieri a mia sorella Immacolata che è “costretta” a farmi da segretaria suo malgrado. Insomma, nel periodo in cui ero senza computer mi sono molto stressata e, quando sono rientrata in possesso della mia “voce”, ho cercato di riprendere il “ritmo”, anche se con scarsi risultati! Perdonatemi, avrei voluto fare di più, ma avevo anche da protestare per difendere i nostri diritti.

Fisicamente non andrò da nessuna parte, ma con la mente sono pronta a fantastici viaggi. È questo il vantaggio di avere molta fantasia – io ne ho in abbondanza – e questo mi serve, oltre che a combattere la Sla, ad avere sempre la valigia in mano. Posso passare da Vienna, città che mi è rimasta nel cuore, all’America; oppure dall’Irlanda (paese che mi ha sempre affascinato e che non ho mai fatto in tempo a vedere) alla Russia (altro paese che avrei desiderato vedere).
Con la fantasia torno sempre a visitare il castello di Neuschwanstein in Baviera, al quale si è ispirato Walt Disney per le sue favole (lo vedete in foto). Ci sono stata tantissimi anni fa (forse un secolo fa!), percorrendo una strada zigzagante, in mezzo a boschi brulicanti fascino, fin sotto le mura di questo luogo incantato. Ecco, tornare in quel posto adesso non mi costa grande fatica visto che lo faccio con la fantasia. Insomma, delle ferie di tutto relax, di cui vi narrerò appena rientro.

L’immaginazione è una gran cosa amici. Non parlo di quell’immaginazione “drogata” che ci porta a dimenticare la realtà che ci circonda. Parlo di quella qualità che ci fa vedere più in profondità le cose. Come quando guardate un bocciolo di fiore e vi immaginate che diventerà un bel fiore. Così lo trattate meglio quel bocciolo: lo curate, lo accudite, perché sapete che quel che è ora è profezia di quel che sarà. Per questo la mia immaginazione e fantasia sono un’àncora con cui stare coi piedi per terra (e chi, più di me, ha i piedi àncorati a terra?).

Io con questi miei scritti cerco di sollecitare la vostra immaginazione in modo tale che essa diventi condivisione. Condivisione della mia condizione, come quella di tutti i malati. L’avete capito, ormai, no? Ho una testa che è un vulcano, che continua a produrre idee, che è una fonte di stimolazioni continue (lo so, a volto vi ho cotto un po’ il cervello, chiedo venia). Ma lo faccio solo per cercare – come posso e riesco – di farvi comprendere come sono e come vivo. Per questo dovete immaginare, immedesimarvi, condividere. Così saremo una cosa sola.

Come me ce ne sono tanti in Italia e nel mondo. Magari un po’ ammaccati, ma con grande amore per la vita nel cuore (e desideri infiniti, forse più dei vostri cui vi siete un po’ abituati a rinunciarvi).

La strada perché in tutti cresca questa consapevolezza è ancora lunga, amici. Tanti girano la testa dall’altra parte. Tanti preferiscono tenere le fette di prosciutto sugli occhi, ma noi gliele toglieremo a costo di far loro un dispetto.

Va bene. Ora vi saluto e vi lascio riposare, dandovi appuntamento fra qualche settimana. Ho detto qualche settimana, eh!, che quando torno ricomincio subito ad assillarvi.

E se passate da Sassari, fate un salto a trovarmi. La porta è sempre aperta, in cucina la caffettiera è sempre sul fuoco.

Un bacione, buone vacanze!

Susanna

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