Sulle sponde del fiume Gange uomini e natura sperano in un futuro sempre fertile

«Il Gange – spiega il fotografo Giulio Di Sturco, vincitore di un World Press Photo Award nel 2008 e uno dei protagonisti più importanti del reportage made in Italy – è un esempio lampante della contraddizione irrisolta tra l’uomo e l’ambiente. Il Gange è un fiume intimamente connesso con ogni singolo aspetto della vita degli Indiani. È fonte di acqua, energia e sostentamento per milioni di individui che abitano lungo le rive di questo fiume che, grazie alle terre fertili che irriga, fornisce cibo a più di un terzo della popolazione indiana. Il suo ecosistema, inoltre, include tra le più numerose e varie specie animali e vegetali. Nonostante ciò ad oggi è uno dei fiumi più inquinati al mondo a causa dei rifiuti tossici che ogni giorno le fabbriche riversano nelle sue acque, danneggiando la salute dell’uomo e intossicando l’ambiente che lo circonda». Ed è proprio sulle sponde del lungo fiume dell’India che il fotografo ha concentrato la sua ricerca, immortalando il contesto umano e naturale di un territorio che soffre con i suoi abitanti.

LA MOSTRA. Protagonista della mostra dal titolo Fratello Fiume. Lo scorrere delle acque nel destino dell’uomo, Giulio di Sturco presenta, al Centro Culturale di Milano, 40 immagini, visibili fino al 28 febbraio 2013, che raccontano la vita di quelle persone che abitano sulle sponde, inebriate dall’essenza e dal fascino di un fiume che si spera non muoia lasciando dietro di sé un solco difficilmente colmabile: quello che fa dell’uomo e dell’ambiente le vittime di un’agire umano irresponsabile.

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