Springsteen riparte dalla speranza

Avevamo lasciato Bruce Springsteen con il memorabile concerto dell’11 luglio a Roma con il quale aveva ubriacato di rock quarantamila fans in delirio. L’estate l’abbiamo trascorsa tra la sbornia di quel concerto, il recondito desiderio di vederne un altro chissà dove e la meravigliosa biografia di Peter Ames Carlin.

Ma i rumor erano costanti: un nuovo lavoro, delle cover, un nuovo tour (una prosecuzione dell’infinito Wrecking Ball Tour). Invece stando alle voci (non possiamo avere certezze perché Springsteen ama sorprendere, come quando è on stage)  il 25 novembre dovrebbe essere pubblicato il nuovo singolo Higt Hopes. In verità non si tratta di una nuova canzone ma di una cover  scritta da Tim Scott McConnell nel 1987 e registrata dalla sua band, The Havalinas, nel 1990,  la canzone colpì particolarmente Bruce che la reinterpretò nel 1995 e scelse di includerla l’anno successivo nell’EP Promo Blood Brothers  e nel 1997 in alcune uscite  in Europa dell’EP Secret Garden.

Quando Bruce richiamò la band a New York nel gennaio 1995 per le sessions di registrazione che avrebbero sancito la loro reunion, High Hopes figurava tra i pezzi  registrati  ma, trattandosi di una cover non fu inclusa nell’album Greatest Hits. Il brano, live, è stato eseguito a sorpresa il marzo scorso durante il leg australiano del Wrecking Ball Tour: “In Australia ha recuperato una cover che aveva inciso tempo fa, ‘High Hopes’, ha spiegato il manager dell’artista Jon Landau a Rockol lo scorso 8 maggio, “Gli è venuta in mente, l’ha provata e… boom!”.

Il Boss riparte dalla speranza, dalle domande urlate al mondo (“Dammi aiuto, dammi la forza) e dal desiderio di una possibilità: “Voglio avere una moglie, voglio avere bambini, voglio guardare nei loro occhi e sapere che ci sarà una possibilità”

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