Spazio, tempo e osservatore protagonisti delle opere di Grazia Varisco

Con un’idea ben chiara del concetto di tempo e spazio, Grazia Varisco ha da sempre operato all’insegna del movimento. Protagonista agli esordi del Gruppo T (dove T sta per tempo) insieme a insieme a Gianni Colombo, Davide Boriani, Gabriele De Vecchi e Giovanni Anceschi – uno dei punti di riferimento per quell’arte cinetica e programmata i cui membri, sviluppando alcune felici intuizioni delle avanguardie del Novecento, sperimentarono l’azione meccanica, luminosa ed elettromagnetica realizzando opere continuamente variabili nate non dal caso ma da un programma quasi scientifico -l’artista milanese, classe 1937, si è distinta per un più maturo interesse verso il rapporto tra spazio reale e virtuale, interno ed esterno all’opera, e la reazione dell’osservatore che, opportunamente stimolato, diviene agente attivo nella verifica dell’opera.

 

Il momento chiave è quindi quello dell’azione, quello in cui l’opera si muove grazie all’azione prodotta da chi la osserva o dai motori, e non quello del prodotto finito. Un’esperienza estetica che coinvolge mente e corpo, spesso difficile da comprendere, che il Museo della Permanente di Milano ci presenta, dal prossimo 13 settembre al 14 ottobre 2012, nella retrospettiva antologica “Se…”. In mostra oltre cinquanta opere che raccontano l’intera attività della Varisco dalla fine degli anni cinquanta ad oggi, incluse le produzioni artistiche con istallazioni ambientali e i lavori di grande formato.

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