Sinodo. Padri, siate virili. Insegnateci ad amare fino a morire

«Santità siate virile», scriveva al Papa la giovane Caterina da Siena. Io non sono santo come Caterina ma sento il bisogno di gridare ai padri sinodali di non lasciarsi condizionare dalla pressione dei mezzi di comunicazione che vogliono ridurre il tema del Sinodo a quello della comunione ai divorziati risposati. «Siate virili», mi permetto di dire citando la santa. Spiegate al mondo che la Chiesa è figura di Maria che ha generato un Figlio che è morto per amore. Amare fino a morire: questa è la lezione che i laici cristiani hanno bisogno di ricevere dai loro pastori.

Si sa: nel matrimonio si possono creare situazioni limite insostenibili. Ma è anche vero che l’impressionante aumento dei cristiani che divorziano dipende dalla loro scarsa formazione all’amore. Non conoscono Gesù: non leggono il Vangelo, non lo ricevono nell’Eucarestia, non hanno dimestichezza con Lui nella preghiera. Dove può andare la Chiesa con dei fedeli che sono infedeli all’amore, infedeli alla parola data? Cristiani tiepidi da vomitare, come dice la Scrittura (Ap. 3,16). Questo è il problema dei problemi.

La formazione dei laici cristiani è carente. Non conoscono in pratica il primo comandamento che è quello dell’amore. Per cui facciamo tutti penitenza, preghiamo e impariamo dai primi cristiani che hanno saputo dare la vita per amore di Gesù. Come dice Costanza Miriano, alle volte il matrimonio sarà come mordere un sasso, ma i santi martiri c’insegnano a mordere anche i sassi. Per amore, solo per amore.

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