Siccome la mamma è lesbica, il “padre” diventa “partner” (e vai di comunicato stampa!)

Nel reparto di clinica ostetrica dell’ospedale di Padova è stata cambiata la dicitura che compare sul braccialetto che consente ai padri di accedere alla visita dei figli neonati: partner invece di padre. La scelta si giustifica con il voler evitare imbarazzi e offese in casi di fecondazione assistita che coinvolgano coppie di fatto composte da due donne.

Lodi da chi sapete, scandalo per chi sapete. In realtà mi scandalizzo anch’io, ma non per la faccenda della scritta, per il fatto che si scelga un criterio ideologico per regolare una questione pratica molto semplice.

Il problema è quello di consentire l’ingresso in reparto ad una sola persona per volta per ogni puerpera. Non ci sono solo padri che vanno a trovare i piccoli, ci sono anche le nonne e i nonni; non ci sono solo coppie lesbiche che partoriscono, ci sono anche madri sole e madri il cui compagno, per qualsiasi ragione è assente. Tutte queste categorie dovrebbero allora sentirsi offese dal portare un braccialetto con scritto padre.

Trovare la soluzione è facile. Al buon senso basterebbe il colore del braccialetto per identificare l’avente diritto. Se proprio non si resiste alla tentazione di scrivere qualcosa si potrebbe utilizzare una parola generica come visitatore, autorizzato, pass.

Questi invece scrivono partner e fanno il comunicato stampa. Dite la verità: a voi non frega niente di risolvere il problema a voi importa solo di dichiarare e propagandare la vostra ideologia.

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