Sfarzi e onori per una principessa insofferente alla corona

A Sissi sarebbe importato ben poco, essendo stata forse l’Imperatrice più disaffezionata alla corona mai esistita, ma i sognatori e gli amanti delle favole dorate, che del suo personaggio hanno fatto un mito di controtendenze, saranno ben lieti di poter visitare un’altra dimora dove la sfortunata principessa (a cui prestò il volto Romy Schneider nella pellicola cinematografica che tutti abbiamo visto almeno una volta) fu di passaggio. Restaurati da poco, infatti, gli appartamenti imperiali d’Austria nel Palazzo Reale di Venezia ritornano al loro antico splendore, a quando nel 1835 Elisabetta di Wittelsbach, Principessa di Baviera, e Francesco Giuseppe d‘Austria vi risiedettero nell’Ala Napoleonica delle Procuratie Nuove con vista direttamente su Piazza San Marco.

In questo modo Sua Maestà l’Imperatrice ha potuto godere dell’elegante studiolo, della camera da letto in stile neo-barocco, e della stanza da toilette fatta apposta per lei dall’allora noto ornatista Giovanni Rossi che realizzò i soffitti con finissimo marmorino e microcristalli brillanti e il medaglione al centro con la rappresentazione de La Dea protettrice delle Arti, resa, ovviamente, con le sembianze della ben accolta ospite. Speriamo che la sovrana abbia notato tanta accortezza e non abbia fatto come per la sontuosa residenza viennese di Hermesville che, immersa tra boschi e radure, pare non fu degnata di soggiorni né lunghi, né frequenti, e dove, nella camera da letto, un ancora sconosciuto Gustav Klimt, aveva affrescato le pareti con scene tratte dal Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare. Quanto è strana a volte la sorte.

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