Serenità, il dono dello Spirito che compendia tutti gli altri

Masaccio-tributo-particolarePubblichiamo la rubrica di Pippo Corigliano contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Il dono dello Spirito Santo, che compendia in sé tutti gli altri doni, è la serenità. Ciò che viene da Dio porta serenità. È una verità confortante. La serenità del cristiano è un dono per chi convive con lui. Una persona serena è meglio di una efficiente, perché non basta fare cose, occorre farle diffondendo pace. La serenità non viene dal “pensare positivo” all’americana ma dalla certezza di essere amati da Dio.

I percorsi di Dio non sono quelli mondani: il successo, il denaro, la sensualità, il chiasso, la popolarità. Dio comunica col profeta Elia non nel fuoco, nel vento o nel terremoto (1Re 19), ma col soffio leggero; per venire fra noi sceglie il grembo di un’umile fanciulla, nasce in una stalla, conduce una vita nascosta, poi fa cose meravigliose spiegandone il significato a dodici persone non eccezionali, muore soffrendo, abbandonato da tutti, eccetto sua madre e un adolescente.

È un Dio silenzioso capace di confortare chi soffre perché lo precede e l’accompagna. Il credente sa che le contrarietà hanno un valore che ci sarà svelato al compimento della vita e sa che non deve inseguire vanità. È sereno e porta il buon odore di Gesù anche se non se ne accorge. Il cristiano non rinuncia ai diritti di cittadino ma non pone in essi la sua speranza. Sa che è in missione per conto di Dio («Come il Padre ha mandato me così io mando voi», Gv 20,21), ma sarà Dio stesso a dargli l’efficacia apostolica. I santi soffrono, come Gesù, ma sono sereni perché lo Spirito Santo li sostiene.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •