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Rifiuti, in Italia le cose migliorano. Ma forse non è merito della nostra sensibilità (e neanche delle multe europee)

settembre 6, 2014 Angela Cossu

Complici le sanzioni milionarie dell’Unione Europea, sono evidenti gli sforzi di molti comuni per ridurre i rifiuti ed aumentare la racconta differenziata, informando i cittadini, multando gli incivili ed attivando il porta a porta o altri sistemi più efficaci del normale cassonetto.

Secondo il Rapporto Ispra 2014 qualcosa, seppur lentamente, si muove. Rispetto all’anno precedente, nel 2013 sono diminuiti i rifiuti prodotti (di 400 mila tonnellate, -1,3 per cento), quelli conferiti direttamente in discarica (-6,8 per cento). Viceversa, aumenta la raccolta differenziata (+2 per cento) per arrivare ad un totale del 42,3 per cento sul totale.

Tutto ottimo?

Sì, è calato il quantitativo di spazzatura che va in discarica senza trattamenti preliminari, ma rimane al 37 per cento, benché questa pratica sia vietata dal Dlgs 36/2003 e dalle direttive europee.
Vale la pena ricordare che portare i rifiuti in discarica direttamente, oltre che essere inquinante e richiedere un enorme spazio, è anche un enorme spreco di energia che essi contengono. A volte si vedono folle che si incatenano e stracciano le vesti contro la costruzione di un termovalorizzatore nella propria città… eppure un impianto efficiente può produrre, prendendo ad esempio quello di Brescia, energia elettrica per 200 mila famiglie e riscaldare 60 mila case con la rete del teleriscaldamento, oltre che offrire un posto di lavoro ambito per tante tante persone.

Anche la differenziata dei vari comuni rimane lontana dall’obbiettivo del 65 per cento imposto dalla legge 152/2006 (entro il 2012!), e anche da un inderogabile 50 per cento entro il 2020 chiesto dall’Europa.

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Sorge anche un dubbio: si producono meno rifiuti perché gli italiani sono più attenti al tema, perché hanno ridotto sprechi ed imballaggi… o perché semplicemente consumano (e quindi buttano) di meno? Non c’è una risposta certa, ma un’occhiata all’andamento del Pil rispetto alla produzione di rifiuti può essere, da sola, illuminante.

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