Quel paio d’ore in cui Papa Francesco trova il suo buon umore e la sua forza

Papa Francesco ci sta dedicando una vera direzione spirituale. Ogni suo intervento è occasione per un esame di coscienza. Rifuggire dalla mondanità è uno dei messaggi che ci ha lasciato ad Assisi, intendendo per mondanità mettere il cuore in tutto ciò che è effimero: il successo, il denaro, la sensualità. In questo ritornare su noi stessi per meditare ciò che polarizza la nostra attenzione e intenzione, può essere utile prendere esempio da lui stesso, il Papa.

Dove trova la forza per predicare instancabilmente, e anche l’umorismo che gli fa dire alle suore di sorridere ma non come le hostess? Sicuramente la sua ricarica avviene in quell’ora di orazione al mattino e nell’altra ora che dedica nel pomeriggio davanti al Tabernacolo. È così che matura nel cristiano la coscienza di stare sulla terra in missione per conto di Dio, così nasce la forza per dar vita alle iniziative che lo Spirito Santo ci prospetta, così viene l’umiltà per dire alla fine della giornata: siamo servi inutili, abbiamo fatto quello che dovevamo.

Così si vive con buon umore irradiando gioia attorno a noi. In tal modo tutte le cose brutte che ci circondano, amplificate dai media, non trovano più un’eco nel nostro cuore, siamo noi che illumineremo gli altri con le cose belle che Gesù mette nel cuore: i nostri amici saranno grati a Dio per l’opportunità di averci incontrato. Dedicare tempo all’orazione, al rapporto vivo con Dio. A questo ci spinge il nostro direttore spirituale numero uno: il Santo Padre.

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