Quei due nonni che ridanno il gusto di scrivere

L’Eroe del Giorno ritorna dopo mesi di impegni, pigrizia, scarsa ispirazione. La “colpa” è di Francesco Giorgino, che a un certo punto del Tg, dopo aver accennato alle manovre di Bersani, aggiunge: “però, prima del servizio sulla politica, vogliamo aprire il nostro Tg con un fatto mai successo”. Quel “mai”, pronunciato con impennata della voce, fa sentire il peso della questione. Irrompe così, come una sorpresa, la coscienza di essere contemporaneo di un fatto mai accaduto, che mai accadrà così.

In quell’istante si pensa alla scrittura (e al blog) come a una sorta di dovere morale. Perché poi, in fondo, cos’è la scrittura se non quella misera ma immensa arma umana, che sola può fermare in un sempre (la parola) un mai, un fatto unico in un dono? E ti ritrovi a scrivere.

E mai come allora lo scrivere è un de-scrivere. Perché davvero non viene da aggiungere nulla all’immagine dei due nonnetti che conversano, si guardano, si stimano. E pregano. Quel colore bianco sembra stia lì a raccontare quella serenità, quella gioia di vivere. Non quella baldanzosa della giovinezza, ma quella cosciente e docile della senilità. E cavolo, vorresti averli per te quella stessa delicatezza, dolcezza, quell’affidamento. L’essere in pace con la vita deve essere bello. Le immagini scorrono, e senti di non volerlo perdere quel momento di pace, di non volerlo far perdere a nessuno. Senti che la Chiesa ti piace come ti piace una donna. Interessante, affascinante. E torni a scrivere.

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