Quattro secoli di grande storia alla Galleria Fondantico di Bologna

Si respira un’aria classica ed elegante alla Galleria Fondantico di Bologna dove, tra i dipinti e i disegni di noti pittori bolognesi e emiliani, attivi dal Quattrocento all’Ottocento, ha da poco preso il via il ventesimo “Incontro con la pittura”, una tradizionale rassegna autunnale che celebra i grandi artisti del posto. Protagonisti della mostra intitolata Il bel dipingere e disegni emiliani dal XV al XIX secolo, per quanto riguarda gli anni precedenti al Seicento, il Maestro di Castrocaro, pittore della prima metà del XV secolo, Nicolò Pisano, attivo tra Ferrara e Bologna fino agli anni trenta del Cinquecento, Antonio Carracci, figlio di Agostino e nipote del più noto Annibale, attivo a Roma nei primi anni del XVIl secolo, e Andrea Donducci, detto il Mastelletta, che si distaccava dalla massa per opere che fondevano elementi tipici del classicismo romano e atmosfere fantastiche dai forti effetti luministici ispirati alla tradizione ferrarese e veneta.

A raccontarci il XVII secolo sono Guido Reni, con un bel dipinto “da stanza”, Giovan Giacomo Sementi con il suo Cristo e il giovane ricco, il fiammingo Michele Desubleo con la sua Vanitas e Giovanni Maria Viani, con una Maddalena dal gusto neocarraccesco. Il settecento è rappresentato dal rococò di Francesco Monti, presente con il Giudizio di Paride, Antonio Consetti e Gaetano Galdolfi, con un ovale con San Giuseppe col Bambino. Chiudono il percorso, visibile fino al 22 dicembre 2012, il Paesaggio costiero di Vincenzo Martinelli e Pelagio Pelagi con un disegno con Giochi di putti.

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