Psicodramma gastronomico per il Sushi Su (e gli altri?)

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Il mondo gastronomico ha prodotto un altro psicodramma. Roba da ridere, se paragonato ai gravi fatti di violenza avvenuti negli ultimi tempi. E davvero c’è da stupirsi che un episodio come quello che ha visto protagonista Simone Rugiati abbia attratto un così vasto battage di commenti e polemiche.

Che è successo? Il bel Rugiati, notissimo chef dal vasto pubblico televisivo, su un video in diretta proposto su facebook, ha attaccato a testa bassa una sushiteca di Padova. Ma sì, ve ne facciamo anche il nome: Sushi Su. In sostanza, il celebre cuciniere ha sostenuto che in quel locale ha avuto paura di poter finire al pronto soccorso, sembra per una questione di intolleranze alimentari.

Una simile presa di posizione da parte di un personaggio in vista non poteva passare inosservata, finendo anzi addirittura amplificata dai quotidiani locali, oltre che dal tam tam di blog e siti internet. Da parte sua il gestore, Massimiliano Liggieri, mette la mano sul fuoco: noi siamo onesti, la cosa si risolverà nelle sedi opportune. E la faccenda si è fatta ancor più avvincente: a difendere il povero ristoratore patavino è sceso in campo addirittura Massimiliano Alajmo, tre stelle Michelin alle sue Calandre, nella vicina cittadina di Rubano. Con parole che non ammettono replica: «Lo trovo un modo raccapricciante di esprimere disappunto. Penso a concetti come etica, rispetto, dignità e mi chiedo dove siano finiti. Solidarietà e stima per Sushi Su, dove non vedo l’ora di tornare a mangiare».

Ora, non resta che vedere come finirà. Il problema è un altro. Le parole di Rugiati hanno avuto vasta eco a causa della fama di chi le ha pronunciate, ma proviamo a pensare a tanti ristoratori che si sono visti insultati ingiustamente da anonimi recensori del web, magari su basi ben più labili di quelle rivendicate dell’illustre cuoco catodico. Loro certo non attirano difese o polemiche, malgrado il danno sia lo stesso.

Foto Ansa

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