Primarie Pdl: verso un accordo tra Meloni, Crosetto e Cattaneo?

Non si può parlare di un accordo. Ma Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Alessandro Cattaneo, una volta perfezionata la candidatura e raccolte le firme necessarie (10.000 in tutto, di cui non più di 2.000 per ogni singola regione), si siederanno intorno ad un tavolo. Per valutare se sia possibile trovare un’intesa, convogliando le forze su un candidato unico.

La notizia trapela dagli staff del sindaco di Pavia e dell’ex ministro della Gioventù. Un nome che raggranelli il voto degli outsider, unito alla notevole capacità di mobilitazione dell’esponente ex-An, potrebbe, da un lato, togliere forza alla candidatura dell’imprenditore Gianpiero Samorì, che un sondaggio Swg di oggi accreditava di un consistente 14%. Dall’altro, insediare il frontrunner Angelino Alfano, che inizierebbe a non dormire più sonni tranquilli. Lo stesso sondaggio Swg lo stima un misero 32%. Una cifra alla portata del trio, che potrebbe tentare il colpaccio. E se Mario Landolfi questa mattina affermava che “una vittoria al di sotto del 50% potrebbe delegittimare il segretario”, nei prossimi giorni il problema per il suo staff potrebbe diventare quello di evitare una sconfitta.

L’alchimia dell’accordo risulta comunque complicata. Due fra i tre candidati (Crosetto non ha ancora consegnato il modulo di adesione) dovrebbero fare un passo indietro, ritirandosi dalla competizione. Gliene deriverebbe un danno d’immagine che dovrebbe essere ben compensato. Sia a livello di assetti futuri, sia, soprattutto, sul piano comunicativo.

Una situazione ingarbugliata che si chiarirà entro la prossima settimana. Rimane il fatto che la discesa in campo di Meloni potrebbe rendere competitive (se si celebreranno) primarie che fino a ieri avevano ben pochi motivi di interesse.

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