“Prima il Nord”: la lista civetta che può far perdere al Cav la battaglia del Senato

Una bella gatta da pelare per il Cavaliere. Con la partita per il Senato tutta da giocare in Veneto ma soprattutto la Lombardia, anche qualche decina di migliaia di voti sottratti al centrodestra potrebbero essere decisivi negli equilibri della prossima legislatura.
Così la lista e il simbolo di “Prima il Nord”, 188° tra quelle ammesse dal Viminale (qui il riassunto dell’intera vicenda), preoccupa non poco gli strateghi azzurri e quelli del Carroccio. Un’operazione che, secondo il Mattino di Padova, è sfuggita al controllo di Silvio Berlusconi, che l’aveva pensata nel caso in cui l’accordo con Bobo Maroni non fosse andato in porto. Ma agli estensori in solido del progetto non sono piaciute le liste pidielline. E hanno deciso di procedere per proprio conto giocandosi una chance alle urne, soprattutto per tirare uno sgambetto a chi ha deciso di candidare Roberto Formigoni in Lombardia e mezzo pool avvocatizio del Cavaliere in Veneto.
Con i colori verdi e quel nome che ricalca lo slogan sbandierato dai lumbard negli ultimi mesi, “Prima il Nord” rischia di drenare più di qualche voto agli uomini del Cav.

Sembra che i margini di misura per evitare la lista siano esigui, a meno che non si trovi un’intesa politica. Già, perché la Cassazione ha bocciato oggi il ricorso dei leghisti, dando il via libera a nome e simbolo. E i promotori dell’operazione hanno annunciato che, a meno di colpi di scena, hanno i numeri (leggasi: le firme) per correre per Palazzo Madama sia in Lombardia che in Veneto e qualche candidato di peso pronto a correre con loro. Quasi certa la presenza anche alla Camera, ma la vittoria di Pd e Sel a Montecitorio, allo stato attuale, non è in discussione.

Ma al Pirellone e dintorni, lo scarto tra centrodestra e gli avversari si attesta su mezzo punto percentuale. Proprio quelle poche migliaia di voti che rischiano di andare, magari per errore, a Prima il Nord.

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