Prima di dire che la Chiesa è “piena di preti pedofili”, leggete qui

Tratto da Il Giornale – Certi avvocati negli Usa si sono fatti la barba d’oro con i casi dei preti pedofili. Le diocesi hanno dovuto sborsare miliardi. Ma non è bastato, perché cineasti antipapisti e il Comitato dell’Onu sui Diritti del Fanciullo aizzano la leggenda nera. Il sociologo Massimo Introvigne, insieme allo psicologo Roberto Marchesini, è andato a vedere i numeri col libro Pedofilia. Un battaglia che la Chiesa sta vincendo (Sugarco, pp. 160, euro 16). Risultato: statisticamente le istituzioni cattoliche sono il luogo più sicuro per i minori. Altre confessioni, scuole, associazioni sportive laiche registrano molestie uguali o addirittura superiori, ma chissà perché non fanno scandalo.

La Conferenza episcopale americana, rivoltasi al John Jay College di New York (uno dei più importanti centri di criminologia al mondo; e la City University of New York è un tempio del politicamente corretto), si è sentita rispondere che dal 1950 al 2002 solo il 4% degli oltre 100mila preti americani è stato accusato di molestie su minori e, di questo, solo la metà è stato condannato. Lo psicologo Marchesini, nella seconda parte del libro, analizza il fenomeno partendo dal famigerato Rapporto Kinsey che fece furore negli anni Cinquanta e Sessanta.

Introvigne e Marchesini non negano certo il vergognoso fenomeno dei preti pedofili o pederasti, ma dimostrano che le misure prese dalla Chiesa (soprattutto con Benedetto XVI) funzionano e in molti Paesi il problema è stato addirittura azzerato. Anzi, il modello Chiesa potrebbe utilmente venire seguito da altre realtà. Ma la Chiesa è il bersaglio perfetto per le lobby wasp e/o politicamente corrette, le quali continuano a riesumare in modo scientificamente organizzato casi spesso vecchi di decenni e mantengono il clima da caccia alle streghe. Per esempio, l’americano Snap (Survivors Network of Those Abused by Priests, «rete di sopravvissuti abusati da preti»), supportatissimo dal New York Times, incalzato nel 2012 dagli avvocati delle diocesi chiamate in causa, ha ammesso di incassare tre milioni di dollari l’anno per l’assistenza alle vittime di abusi. Ma nel 2007, anno in cui il suo bilancio è stato reso pubblico, aveva speso solo 593 dollari per il «sostegno ai sopravvissuti» e ben 92mila per spese di viaggio dei suoi dirigenti. Risulta che tra quelli che lo finanziano ci siano diversi avvocati arricchitisi con le cause contro le diocesi. E che i «sopravvissuti» non di rado vengano indirizzati proprio alla loro assistenza legale.

Come si comporta l’associazione con quelli che le si rivolgono? Risulta che il criterio con cui le accuse a preti, vescovi e cardinali «pedofili» o amici dei pedofili vengono giudicate «credibili» e perciò divulgate lo stabilisca l’associazione stessa. Tra parentesi: nel 2011 il marito della presidente dello Snap della Louisiana, riverito oratore pro-vittime della pedofilia, si beccò due anni di galera senza condizionale per possesso di materiale pedo-pornografico.

Ma la macchina del fango continua a rimanere unidirezionale, perché quelle altrui sono quisquiglie & pinzillacchere, mentre la pedofilia del clero cattolico è la cosa più grave accaduta nel mondo dopo la Shoah. Nel 2011 al John Jay College fu commissionato un altro studio, dal quale risultò che solo a meno del 15% dei preti accusati può essere imputato un comportamento pedofilo: se un prete ha rapporti con un o una sedicenne è certamente immorale, ma non pedofilo. Lo studio osservò, anche, che i media alimentano nella gente l’impressione che i preti cattolici siano una categoria più «a rischio pedofilia» e che ciò è falso. Negli Stati Uniti, né le comunità protestanti, né i mormoni, né i Testimoni di Geova, né gli ebrei, né le scuole pubbliche, né le società sportive giovanili, né i boy scout ha fatto come la Chiesa, che ha aperto i suoi archivi e favorito ricerche precise. Statisticamente, le parrocchie e le scuole cattoliche sono un ambiente ben sedici volte più sicuro, a questo riguardo, rispetto alla società in genere.

(La lotta anti pedofili della chiesa? Un successo, 15 febbraio)

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