Povera Anna Di Pietro, condannata a «essere piazzata» da papi Tonino

Il leader dell’Italia dei valori vede scappare il morto. Mentre sua figlia si vede condannata a non trovare lavoro senza raccomandazione. E il Fatto quotidiano infierisce. Queste e altre orazioni raccolte dai giornali di oggi

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LE IDEE CHIARE. La resa dei conti [nella maggioranza] è spostata in avanti. A gennaio. Oppure molto prima, quando a fine settembre si voterà sulla fiducia al ministro Saverio Romano.
Francesco Bei e Umberto Rosso, la Repubblica

MICA COME S&P. Anche Il Sole 24 ore, giornale della Confindustria, chiede con un fondo del direttore che Berlusconi si dimetta. «Lo faccia nell’interesse del paese. Gli costerà, ma sappia che la storia saprà fare i conti giusti».
La Repubblica

SHOPPING. In Veneto un’insistente vox populi parla di emissari cinesi che girerebbero per il territorio pronti a rilevare cash le aziende in via di fallimento.
Dario Di Vico, Corriere della Sera

E LO DICO CON STIMA. Si è capito che il Carroccio va bene per sostenere i negozi a km zero e i musei del vitigno indigeno e niente più.
Dario Di Vico, Corriere della Sera

BOCCIUOLI. Sta sbocciando la rivolta sociale. Prima che ci scappi il morto mandiamo a casa questo governo.
Antonio Di Pietro, la Repubblica

AH BÈ ALLORA. E sarei io l’irresponsabile? Io ho solo scattato una fotografia dell’Italia vera. Sono passato da piazza Montecitorio.
Antonio Di Pietro intervistato dalla Repubblica

365 MORTI L’ANNO. Io mi riferisco a una situazione reale, che noi dell’Italia dei valori viviamo tutti i giorni.
Antonio Di Pietro intervistato dalla Repubblica

TAPPO A CHI? Come alla vigilia del 1992, sta per saltare il tappo.
Paolo Mieli a febbraio durante una puntata di Annozero, il Fatto quotidiano

PAROLA DI J. H. WOODCOCK. Ma se il gip Primavera aveva definito «credibile» la ricostruzione dei fatti fornita dal premier, quel racconto viene invece ritenuto dai pm «né completo, né documentato, né certamente attendibile».
Dario Del Porto e Conchita Sannino, la Repubblica

MEGLIO CHE SUI GIORNALI. La premier Julia fa l’amore in tv. Il serial che imbarazza l’Australia.
Titolo del
Corriere della Sera

DITTATURA, QUANDO CE VO’ CE VO’. «Serve unità politica per rassicurare i mercati». È l’inusuale monito all’Italia del Fondo monetario internazionale, preoccupato che le «difficili dinamiche politiche» finiscano per aumentare l’incertezza degli investitori e, al dunque, per amplificare i rischi di contagio.
Elena Polidori, la Repubblica

HO FATTO LA PREDICA AL PARROCO. Questo governo fellone deve cadere non per sentenza dei giudici né per anatema dei vescovi. Gli italiani devono abbatterlo con gli strumenti della democrazia (…). Questo nulla toglie ovviamente alla gravità morale di una reticenza dettata da una serie di convenienze politiche e anzi, diciamolo a chiare lettere, finanziarie. È per denaro che la Chiesa sopporta tutto questo.
Corrado Augias, la Repubblica

CHI UN VAFFA. C’è chi lo definisce [il dito di Cattelan] un insignificante dito medio, chi un’opera d’arte bella e perfettamente collocata.
Corriere della Sera

PORA STELLA. «In questo momento, con questa teoria – ha scritto Anna [Di Pietro, figlia di Antonio] riferendosi alle critiche nei confronti di Cristiano [suo fratello] – io non posso fare l’avvocato, il giudice, l’imprenditore, il politico… (e aggiungerei qualsiasi altro lavoro perché tanto si sa, i figli di politici son tutti piazzati)».
Caterina Perniconi racconta lo sfogo di Anna Di Pietro: «Che lavoro farò col mio cognome?», il Fatto quotidiano

APPUNTO. Il suo nome [di Anna Di Pietro] balzò sulle pagine di cronaca quando il padre chiese una certificazione di praticantato al quotidiano del partito Italia dei valori per trasformarla in una giornalista.
Caterina Perniconi racconta lo sfogo di Anna Di Pietro: «Che lavoro farò col mio cognome?», il Fatto quotidiano

PREMIO CHISSENEFREGA/1. Ieri ad Asti ho partecipato all’incontro “Sapore di male”. Secondo voi, di cosa parlavamo?
Beppe Severgnini, Corriere della Sera

PREMIO CHISSENEFREGA/2. Ho seguito con vivo interesse la polemica tra Alberto Asor Rosa e i due curatori dell’Atlante della letteratura italiana pubblicato da Einaudi e ho letto la lettera che Ernesto Franco ha scritto al nostro giornale su quella controversia.
Eugenio Scalfari, la Repubblica

INVECE. Intervengo a mia volta ma non nel merito della discussione bensì su un’altra questione che mi sta invece molto a cuore.
Eugenio Scalfari, la Repubblica
 

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