Picasso e Vollard, il genio e il mercante insieme a Venezia. [link url=https://www.tempi.it/fotogallery/picasso-e-vollard-il-genio-e-il-mercante-insieme]Foto[/link]

La sapeva lunga su come lanciare un’artista Ambroise Vollard (1866-1939), pioniere tra i mercanti d’arte di fine Ottocento, padrino di geni del calibro di Cézanne, Derain o Roualt, uomo dall’intuito infallibile e di una certa audacia che gli permise di svolgere un ruolo decisivo per lo sviluppo dell’arte moderna fino ai primi decenni del XX secolo. Allontanandosi da ogni gusto ormai accademizzato, Vollard guardava altrove, ai pittori sconosciuti, a quelli banditi o mal etichettati, che grazie alle sue abilità commerciali si sarebbero trasformati in maestri dall’interminabile fama. Ecco come si è compiuto il destino di Picasso che nel 1901, appena arrivato a Parigi, ebbe la fortuna di incontrare questo eccezionale sponsor che gli offrì, fra i primi, l’occasione di esporre nella sua galleria e con il quale instaurò una virtuosa collaborazione per quasi quarant’anni.

Schukin, Morozov, Gertrude e Leo Stein, Barnes e Thannhauser, Stieglitz, furono tra i primi importanti acquirenti a cui il mercante vendette i dipinti del giovane artista catalano, in quegli anni ancora immerso nel suo periodo blu, quello delle acqueforti dei Saltimbanchi e del famoso Le repas frugal. Di questo periodo è anche la Minotauromachia e le cento splendide incisioni, raccolte nella cosiddetta Suite Vollard, che Picasso ha realizzato per il suo “magnifico”, una collezione che rimase per lungo tempo sconosciuta a causa della morte di Vollard e dello scoppio della Seconda guerra mondiale, giacendo nel magazzino dello stampatore fino alla Liberazione della Francia e all’istituzione dell’Ambroise Vollard Estate. Un tesoretto che suscita non poca curiosità. Fortunatamente, per scoprirlo, non bisogna andare a Parigi, ma a Venezia dove la retrospettiva Picasso e Vollard. Il genio e il mercante lo mette in mostra presso l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti fino all’8 luglio 2012.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •