Per Saviano il Papa si è dimesso per ricompattare «il voto cattolico». Habemus imbecillum

HABEMUS IMBECILLUM
Mi dispiacerebbe se queste dimissioni, rese pubbliche ora e non dopo la formazione di un governo, fossero strategiche per la campagna elettorale: mostrare la fragilità della Chiesa per chiedere compattezza al voto cattolico.
Roberto Saviano, sulla sua pagina Facebook

È COSA?
Un atto rivoluzionario le dimissioni del Papa. E certamente lo è.
Eugenio Scalfari, la Repubblica

IO PER ESEMPIO MI DIMETTERÒ IL 31 FEBBRAIO
Il canone prevede le dimissioni e perfino papa Ratzinger ne ammise la possibilità in un libro-intervista di due anni fa; ma altro è il dire, altro è il fare.
Eugenio Scalfari, la Repubblica

D’ORA IN POI SARÀ SOLO UN FONDATORE
Ma qual è la natura e quali saranno le conseguenze di questa rivoluzione? La natura è evidente: la Chiesa si laicizza. Il Papa è stato finora considerato all’interno della Chiesa e della comunità dei credenti, come Vicario di Cristo in terra.
Eugenio Scalfari, la Repubblica

EUGENIO, NON T’ALLARGARE
Il volere di Cristo non è neppure citato né Ratzinger ne fa menzione nelle brevi parole con le quali ha comunicato la sua decisione al Concistoro convocato ieri mattina per occuparsi di tutt’altri oggetti. Viene dunque meno il rapporto diretto tra il Capo della Chiesa e il Figlio di Dio…
Eugenio Scalfari, la Repubblica

MANCANO SOLO GLI EXIT POLL
… e l’autorità del Vescovo di Roma su tutta la cristianità non deriva da altro che dall’elezione in conclave da parte dei cardinali, una cerimonia del tutto laica salvo il luogo in cui si svolge.
Eugenio Scalfari, la Repubblica

QUELLA CHE?
Le conseguenze di questa secolarizzazione e laicizzazione riguardano la distribuzione dei poteri all’interno della Chiesa: in parallelo con la diminuzione del ruolo del Papa aumenterà quella dei Concili e dei Sinodi, cioè delle assemblee dei Vescovi.
Eugenio Scalfari, la Repubblica

PERDONALI OH SCALFARI PERCHÉ NON SANNO QUELLO CHE FANNO
La Chiesa militante è affidata ai pastori di anime, vescovi, parroci, sacerdoti, Ordini religiosi. Ma questa è storicamente soltanto una parte della realtà. La Chiesa-istituzione avrebbe dovuto rappresentare la custodia della Chiesa militante e pastorale; invece è avvenuto il contrario.
Eugenio Scalfari, la Repubblica

SENZA CONTARE L’AIDS E LE GRAVIDANZE INDESIDERATE
Per secoli e millenni l’Istituzione ha soffocato la pastoralità e ha promosso guerre, inquisizioni, corruzione, simonia.
Eugenio Scalfari, la Repubblica

IN PRATICA UNA P2 BIMILLENARIA
Non si è trattato di episodi ma d’una continuità storica il cui perno è stato il potere temporale. Ricordate le Crociate? Ricordate la guerra delle Investiture che ebbe Canossa come tappa essenziale? Ricordate l’esilio avignonese? Le alleanze, il nepotismo, le dinastie fondate dai papi: i Colonna, gli Orsini, i Caetani, i Farnese, i Piccolomini, i Borghese, i Della Rovere. E i Borgia?
Eugenio Scalfari, la Repubblica

AVESSERO DATO RETTA AI MASSONI RISORGIMENTALI
Questa situazione avrebbe potuto migliorare con la fine del potere temporale propriamente detto, ma non è stato così.
Eugenio Scalfari, la Repubblica

INSOMMA, TORNATEVENE NELLE CATACOMBE
Quei problemi, col trascorrere del tempo, si sono aggravati. Riguardano il recupero del Sacro, la dedizione dei fedeli alla carità, la Chiesa povera, la Chiesa missionaria, la fede nella vita, il contrasto fra la libertà dei moderni e la dogmatica dei tradizionalisti. E i cento e mille problemi che pone la bioetica, la psicologia del profondo, le diseguaglianze del mondo.
Eugenio Scalfari, la Repubblica

AGENDA SCALFARI
A noi non credenti piacerebbe molto che il futuro Papa e Vescovo di Roma in mezzo a tante proclamazioni di santi che non fanno più miracoli (ammesso che quelli del passato ne avessero fatti) proponesse quella di Pascal. Sarebbe il vero segnale che qualche cosa sta cambiando nei palazzi apostolici. Se fosse vissuto più a lungo forse papa Giovanni l’avrebbe fatta.
Eugenio Scalfari, la Repubblica

OGGIGIORNO
La parola decisiva nell’annuncio papale di ieri è però un’altra, la seguente: «Nel mondo di oggi».
Vito Mancuso, la Repubblica

NEL MONDO DI IERI
Le dimissioni di Benedetto XVI possono condurre a una riforma della concezione monarchica e sacrale del papato nata nel Medioevo, e riprendere la concezione più aperta e funzionale che il ruolo del papa aveva nei primi secoli cristiani?
Vito Mancuso, la Repubblica

LA PREDICA AI PRETI
È difficile che ciò avvenga, ma rimane l’urgenza di rimettere al centro del governo della Chiesa la spiritualità del Nuovo Testamento.
Vito Mancuso, la Repubblica

VITO, NON BASTAVA INVIARE IL CURRICULUM?
“Nel mondo di oggi” è in grado un unico uomo di guidare la barca di Pietro? Si obietterà che il papa non è solo, ma è circondato da numerosi collaboratori. Ma si tratta di collaboratori ossequienti, spesso scelti tra plaudenti yes-men e senza capacità di istituire un vero confronto e una serrata dialettica interna, condizioni indispensabili per assumere decisioni in grado di far navigare la barca di Pietro “nel mondo di oggi”.
Vito Mancuso, la Repubblica

PIÙ CHE UN PENSIERO È UNA FISSAZIONE
Se l’istituto dell’abdicazione entra nei sacri palazzi, trasformando in una carica a tempo quello che era un regno eterno, non si può non pensare ad un Papa “politico”, nel senso di una scelta che tenga conto delle contingenze, delle esigenze dell’epoca.
Ezio Mauro, la Repubblica

QUESTA INVECE È UNA MINACCIA
Se il Papa uscente misura se stesso con le regole mondane e materiali della forza fisica e morale, quelle regole varranno anche per il Papa entrante, per quelli che gli succederanno, e tutti da oggi sono legittimati ad usarle nei loro riguardi.
Ezio Mauro, la Repubblica

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