Il Papa parla di Kim Davis. «L’obiezione di coscienza è un diritto umano»

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Di ritorno dal suo viaggio in America, papa Francesco ha tenuto in aereo la consueta conferenza stampa, rispondendo alle varie domande dei giornalisti. Ne riportiamo due, che riguardano la sua visita “fuori programma” alle Piccole Sorelle dei Poveri, congregazione che si oppone fieramente al presidente Barack Obama. Nella domanda posta al Papa si fa riferimento anche a un caso di cui si è molto discusso negli Stati Uniti. È quello di Kim Davis, segretaria di Contea del Kentucky, arrestata perché si è rifiutata di rilasciare certificati di matrimonio a coppie omosessuali. Ecco la domanda e la risposta di papa Francesco, così come riportato dal corriere.it.

Ha incontrato le piccole sorelle dei poveri e detto che voleva sostenere il loro caso (contestano l’Obamacare, ndr) anche in sede giudiziaria. Sosterrebbe anche funzionari governativi che non dessero la licenza tra matrimoni dello stesso sesso?
Io non posso avere in mente tutti i casi che possono esistere. Ma posso dire che l’obiezione di coscienza è un diritto, entra in ogni diritto umano. È un diritto. E se una persona non permette fare obiezione di coscienza, nega un diritto. In ogni struttura giudiziaria deve entrare obiezione di coscienza perché è un diritto umano. Altrimenti finiamo nella selezione dei diritti: questo è un diritto di qualità, questo no… È un diritto umano. Da ragazzo ho letto parecchie volte la Chanson de Roland e mi ha sempre commosso la scena i cui tutti i maomettani in fila e davanti a loro c’era il fonte battesimale o la spada. E dovevano scegliere: non era permessa loro l’obiezione di coscienza. È un diritto, e se vogliamo fare pace dobbiamo rispettare tutti i diritti.

E i funzionari?
È un diritto umano. Se un funzionario di governo è una persona umana ne ha diritto. È un diritto umano.

Foto Ansa


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