Papa Francesco non si piega ai diktat della Cina e incontra il presidente di Taiwan

Ieri per la prima volta un papa si è incontrato con un presidente di Taiwan. Al termine della Messa di inizio pontificato di Bergoglio, papa Francesco ha salutato personalmente tutti capi di Stato che hanno partecipato alla funzione in piazza San Pietro. Tra questi c’era anche Ma Ying-jeou, insieme alla moglie.

VATICANO UNICO IN EUROPA. Il Vaticano è l’unico Stato europeo (uno dei 23 nel mondo) ad avere relazioni diplomatiche con Taiwan. La Cina infatti non ha mai riconosciuto Taiwan come Stato indipendente e considera l’isola come sua proprietà. Per questo obbliga con il suo strapotere economico i paesi del mondo a non intrattenersi diplomaticamente con Taiwan. Questo gioco non ha mai funzionato con il Vaticano, che ha rapporti difficili con la Cina vista la volontà da parte del Partito comunista cinese di guidare la Chiesa cattolica cinese e di farle ripudiare il Papa, tentativi respinti con forza da Benedetto XVI.

VATICANO ROMPA CON TAIWAN. Il portavoce del ministro degli Esteri cinese Hua Chunying, dichiarando che nessuna delegazione comunista avrebbe partecipato alla Messa a Roma («ci siamo già congratulati», ha detto l’ambasciatore cinese in Italia), ha dichiarato: «Speriamo che con il nuovo Papa il Vaticano non si intrometta negli affari interni della Cina». Per migliorare le relazioni tra i due paesi, «il Vaticano deve riconoscere il governo cinese come il solo rappresentante di tutta la Cina e tagliare i rapporti diplomatici con Taiwan».

INCONTRO STORICO. Negli ultimi anni il governo di Taiwan guidato da Ma Ying-jeou ha raggiunto un’ottima collaborazione con Pechino dal punto di vista economico e molte tensioni si sono allentate. La decisione da parte di papa Francesco di salutare il presidente Ma, come tutti gli altri capi di Stato, del resto, non avrà fatto piacere a Pechino, che si era appena opposto ai rapporti tra Vaticano e Taiwan. È la seconda volta nella storia che un presidente taiwanese visita il Vaticano. Nel 2005 c’era stata la visita del predecessore di Ma, Chen Shuibian, che ha partecipato ai funerali di Giovanni Paolo II.

CINA SCORNATA. Se da un lato il Papa ha dimostrato di non sottostare ai diktat di Pechino, dall’altro per non creare tensioni padre Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, ha ricordato che il Vaticano non ha invitato Taiwan: «Tutti sono i benvenuti se vogliono partecipare. Noi non abbiamo privilegiato nessuno, nessuno è stato invitato così come nessuno è stato rifiutato». E la Cina, che si è guardata bene dal mandare qualcuno, questa volta è rimasta a bocca asciutta.

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