Papa Francesco ha ragione, senza la “medicina” del Rosario l’anima non sta bene

La vena creativa di Papa Francesco ha plasmato un’altra immagine: quella della medicina per la folla che gremiva piazza San Pietro domenica scorsa 17 novembre. Il Papa ha fatto il farmacista dell’anima e ha consigliato la medicina del Santo rosario. La scatolina mostrata dal Santo Padre conteneva una corona adatta anche per la preghiera alla Divina Misericordia. Ecco una delle chiavi per comprendere la costante allegria del nostro Papa.

La devozione alla Madonna porta gioia. E perché? Perché sì. L’invocazione a Maria come causa della nostra letizia è quanto mai appropriata. Sappiamo che Lei è Madre nostra e conosciamo molti motivi teologici che giustificano questa verità ma è l’esperienza che parla. Quando durante la giornata recito il Rosario e la sera faccio l’esame di coscienza avverto un senso di allegria pensando che in quel giorno sono riuscito a offrire quella preghiera alla Madonna. Se mi accorgo di averla dimenticata ho un moto di tristezza e, se non è troppo tardi, la recito a bassa voce.

Il Papa ha ragione: senza quella medicina l’anima non sta bene. Mi piace recitare il Rosario pensando di avere accanto mia madre Maria e più passano gli anni più mi piace dirlo lentamente gustando le parole. Ringrazio chi mi ha trasmesso questa devozione che sa di antico ma è attualissima oggi quando non si sa dove abbiamo messo il cuore. La Divina Misericordia poi è su misura di colei che ha convinto Gesù a trasformare l’acqua in vino e può fare del mio cuore peccatore un cuore per il Paradiso.

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