Opere d’arte tra natura e scienza tutt’altro che bestiali

Di connubi tra contemporaneità e natura se ne sono già visti parecchi: pitture en plain air, sculture con vegetali, happening di uomini e animali più bizzarri che artistici, scatti mozzafiato di panorami eccezionali, video ai confini dell’incontaminato e istallazioni in spazi verdi che più verdi non si può. Ma l’estro con cui i protagonisti della mostra Bestiario contemporaneo. Fra arte e scienze, artisti italiani dalla collezione ACACIA, aperta fino al 24 ottobre presso il Museo di Storia Naturale di Venezia, raccontano il dialogo tra scienze naturali e opere d’arte contemporanee è tutt’altro che banale.

Sono circa 30 i lavori dei 15 artisti contemporanei (Mario Airò, Rosa Barba, Vanessa Beecroft, Gianni Caravaggio, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Lara Favaretto, Francesco Gennari, Sabrina Mezzaqui, Marzia Migliora, Adrian Paci, Paola Pivi, Luca Trevisani, Nico Vascellari eFrancesco Vezzoli) accomunati dalla curiosità e dalla passione dell’incontro felice, ironico e spesso inaspettato tra il mondo naturale e quello dell’artificio postmoderno. E se le zebre trasportate in una montagna innervata da Paola Pivi destabilizzano il nostro comune modo di immaginarle nel loro habitat, la macchina del tempo di Rosa Barba ci riporta indietro di due secoli, facendoci rivivere un momento ormai tramontato. Quanto è bello il fascino dell’imprevedibile.

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