Olimpiadi? Dio salvi la Regina, Emeli Sandè e anche Mr. Bean

A costo di farmi sommergere dai fischi vi dirò che a me le cerimonie di apertura delle grandi manifestazioni sportive, Olimpiadi comprese, non mi piacciono per niente. Intendiamoci, belle, spettacolari, uniche ma di un paganesimo insopportabile.

Elementi e forze naturali, superuomini alla ricerca del superamento dei propri limiti, autocelebrazione delle virtù eroiche del paese ospitante, sono questi i contenuti del 90% dello spettacolo. Una liturgia pagana, appunto; celebrazione da druidi sotto la quercia mediatica del nostro secolo.

Mi aspettavo la solita pippa su i quattro elementi, il sole, il fuoco e Stonehenge e invece sono rimasto sorpreso in almeno tre momenti: l’ironia di Mr. Bean, l’autoironia della Regina Elisabetta che si butta col paracadute insieme a 007 e, soprattutto, la magia, a mio parere autenticamente religiosa, della voce di Emeil Sandè.

Boccate d’ossigeno. Dio salvi la Regina, Emeil Sandè e anche Mr. Bean.

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