Oggi canto un eroe atipico, il Signor Maestro di un tempo

Il maestro Luigi La Battaglia

Oggi canto un eroe atipico, un maestro di scuola che moriva venti anni fa. Canto i suoi alunni di un tempo, oggi quasi ottantenni, che si sono riuniti per ricordarlo, hanno pranzato assieme e ricordato. Io con loro, indegno “aedo”, cronista grato.

Canto la pagina del registro di classe, conservata con cura dal “capoclasse” di un tempo, con le croci sui nomi dei tanti che non ci sono più. Ci sono le croci vicine e lontane nel tempo. Come quella di Aldo, il bambino che di quella classe faceva parte e  morì in quinta elementare per un’appendicite (si moriva anche di questo, allora).

Canto la guerra, perché quel maestro, per due mesi, lasciò i suoi alunni. Nessun problema di salute, ma una chiamata alle armi sul temibilissimo fronte francese. Fece salva la pelle e tornò in classe.

Canto la gratitudine del suo alunno: “Non mi ha mai dato schiaffi. La sua autorevolezza si imponeva con il solo sguardo”. Canto la passione del figlio (biologico, quelli “pedagogici” sono tantissimi, e sempre figli sono), commosso davanti a quegli anziani signori grati a suo padre, canto il suo sentire preziose tutte quelle facce.

Canto il desiderio della memoria, la memoria del semplice e del piccolo (che poi piccolo non è). In tempi in cui un maestro è poco più che niente, canto la gratitudine per una figura di cui non sappiamo più sentire il peso. Canto il maestro Luigi La Battaglia, uomo amato del mio paese, Rotondella.

Canto un maestro di scuola per cantare il maestro di scuola.

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