Nuova leadership comunista, stessi problemi: dissidente condannato a 12 anni, due muoiono in carcere

Un tribunale del Sichuan ha condannato il dissidente Li Bifeng, 48 anni, a 12 di carcere per «frode». Li ha partecipato al movimento democratico durante le manifestazioni di piazza Tienanmen nel 1989, scampando al massacro. Dopo le proteste ha passato cinque anni in prigione per il suo attivismo e altri sette per avere difeso con una lettera la protesta di un gruppo di lavoratori.

«FRODE NON MEGLIO SPECIFICATA». «Il tribunale non ha specificato che tipo di frode avrebbe commesso Li e quali danni avrebbe arrecato allo Stato» ha dichiarato oggi a China Human Rights Defenders (Chrd) l’avvocato di Li, Ma Xiaopeng. «Siamo davanti a un palese errore del tribunale, ricorreremo in appello». Prima dell’arresto, l’anno scorso, Li era stato “fermato” per due mesi solo perché è amico di Liao Yiwu, scrittore dissidente scappato in Germania l’anno scorso dopo che per 17 volte le autorità comuniste gli avevano negato il visto per uscire dal paese.

ZHANG PICCHIATO A MORTE. A pochi giorni dalla fine del 18mo Congresso del Partito comunista cinese, dove è stata nominata la nuova leadership comunista dei prossimi 10 anni, capeggiata dal nuovo segretario del partito Xi Jinping, è giunta la notizia che due dei tantissimi attivisti arrestati per «mantenere la stabilità» durante il Congresso sono morti in prigione in circostanze non meglio chiarite. Zhang Yaodong, “petitioner” dell’Henan è stato picchiato a morte mentre si trovava sotto custodia della polizia, rivela ancora Chrd.

111 MILIARDI PER MANTENERE LA STABILITÀ. Xu Wanxia, “petitioner” dell’Anhui, è stato arrestato l’8 novembre e dichiarato morto il 14, rivela il Centro di informazione per i diritti umani e la democrazia, organizzazione con sede a Hong Kong. Il corpo di Xu è stato restituito alla famiglia pieno di abrasioni. Il cambio al vertice del partito comunista non ha dunque portato alcun miglioramento nel modo in cui i dissidenti vengono trattati in Cina. Per far fronte alle oltre tremila proteste che ogni mese si svolgono nella Repubblica popolare, il governo comunista ha stanziato nel 2012 111 miliardi di dollari per «mantenere la stabilità», più del budget riservato alla Difesa.

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