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Colpire insieme Stati Uniti e cristiani: ecco perché la Corea del Nord ha rilasciato due detenuti americani

novembre 13, 2014 Leone Grotti

Perché la Corea del Nord ha deciso di rilasciare due detenuti americani l’8 novembre? Kenneth Bae (foto a destra) e Todd Miller (foto a sinistra) si trovavano in carcere rispettivamente da due anni e sette mesi ma sono stati prontamente liberati dopo che il capo degli 007 americani, James Clapper, ha fatto visita a Pyongyang.

TUTTO HA UN PREZZO. Il regime comunista però non fa mai niente per niente, è quindi legittimo chiedersi con quale moneta siano stati ricambiati. Le ragioni del rilascio potrebbero essere due. Come fa notare un importante analista come Andrei Lankov, la prima riguarda l’imponente propaganda della Corea del Nord, capace di sfruttare al meglio ogni avvenimento. Il primo incidente di questo genere si verificò nel 1996, quando l’americano Evan Hunziker si ubriacò in Cina e attraversò a nuoto il fiume Yalu per scommessa. Appena toccata la sponda nordcoreana fu arrestato. Quella volta toccò al membro del Congresso Bill Richardson recarsi dal dittatore Kim Jong-il, chiedere scusa e riportarsi a casa Hunziker.

L’AMERICA CHIEDE SCUSA. Da allora, lo schema è sempre lo stesso: un americano entra illegalmente o si macchia di “crimini” in Corea del Nord, viene condannato con pene durissime, un importante uomo di Stato americano viaggia a Pyongyang, come fosse Canossa, e tutto si risolve. Nel frattempo, la propaganda ha buon gioco a sbandierare che gli americani sono stati costretti a riconoscere i loro errori e a domandare perdono per le malefatte commesse, confermando così le accuse formulate del regime.

I CRISTIANI SONO SPIE. In questo caso, c’è anche un elemento in più che la propaganda nordcoreana ha potuto sfruttare: Kenneth Bae è un missionario evangelico e per salvarlo gli Stati Uniti hanno inviato il direttore dell’intelligence. Perché proprio il capo delle spie è stato incaricato di salvare un missionario cristiano? Semplice. Perché, come la propaganda comunista sostiene da sempre per debellare la religione, i cristiani e i missionari sono «spie» al soldo dei capitalisti per rovesciare il governo.

OTTIMI CONTATTI. In un colpo solo, la Corea del Nord ha avuto l’occasione di denigrare l’America e il cristianesimo, contestualmente alla consueta esaltazione del dittatore Kim Jong-un. C’è un secondo probabile motivo per il rilascio dei due detenuti: i viaggi di importanti uomini di Stato americani per riportare a casa i propri cittadini rappresentano per Pyongyang un’occasione ottima, per non dire unica, di stringere rapporti con persone influenti e altrimenti irraggiungibili.

SALVEZZA DEL REGIME. E contatti altolocati, specie con gli americani, servono eccome alla Corea del Nord. Da mesi la Cina sta riducendo gli aiuti energetici e alimentari all’alleato nella speranza di farlo tornare alla ragione e di fargli smettere di minacciare guerra un giorno sì e l’altro pure. Pyongyang ha bisogno di trattare con chiunque, come già fatto di recente, per ottenere aiuti. Anche con l’America. Senza rifornimenti di viveri, infatti, la stabilità sarebbe fortemente a rischio e con essa l’esistenza stessa del regime comunista.

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