Nigeria. La marcia per le studentesse rapite (e forse già vendute come schiave)

nigeria-studentesse-rapite-marciaArticolo tratto dall’Osservatore Romano – Abuja, 30. I genitori delle 234 ragazze rapite a metà aprile a Chibok, nello Stato nordorientale nigeriano del Borno, si sono recati ieri nella capitale federale Abuja per una manifestazione di protesta davanti al Parlamento. Le famiglie delle ragazze accusano il Governo del presidente Goodluck Jonathan di non aver dato risposte efficaci alla sfida lanciata da Boko Haram, il gruppo responsabile del sequestro e autore da quattro anni di attacchi e attentati terroristici che hanno causato migliaia di vittime. Sempre ad Abuja stanno sfilando questa mattina migliaia e migliaia di donne vestite di rosso — le promotrici dell’iniziativa l’hanno chiamata «Un milione di donne in marcia» — per chiedere alle autorità di fare in modo che le studentesse rapite a Chibok tornino a casa. All’iniziativa, lanciata da Hajiya Nana Kashim Shettima, la moglie del governatore del Borno, lo Stato in cui Boko Haram ha il suo principale radicamento, partecipano numerose associazioni locali di donne musulmane e cristiane.

Sulla possibilità che le ragazze tornino a casa cresce però il pessimismo. Secondo fonti citate dall’emittente britannica Bbc, sarebbero state portate in Ciad e in Camerun. Ci sono voci insistenti che sarebbero state costrette a matrimoni forzati con militanti di Boko Haram o vendute come schiave.

Il gruppo islamista, intanto, ha sferrato ieri un nuovo attacco, uccidendo otto persone nel villaggio di Kubla, nello Stato dell’Adamawa. Secondo testimoni, i ribelli hanno sparato sulla folla, incendiato case, lanciato esplosivi contro la chiesa del villaggio, e sequestrato alcune persone. L’Adamawa è uno dei tre del nord-est, insieme con il Borno e lo Yobe, dove è in vigore da un anno lo stato d’emergenza deciso dal presidente Jonathan. Contro Boko Haram è in atto da allora un’operazione dell’esercito che, peraltro, non ha ottenuto i risultati che il Governo di Abuja si prefiggeva. Le violenze sono anzi aumentate.

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