Nek: «La vita è sacra»

Bella intervista di Lucia Bellaspiga al cantante Nek oggi su Avvenire. L’occasione è costituita dall’uscita del libro Lettera a mia figlia sull’amore (Rizzoli), in cui papà Nek sprona la piccola Beatrice a prendere «sempre posizione. Sarà tuo sacrosanto diritto espirmere il tuo punto di vista personale con tutta la convinzione che riterrai giusta».
Ma il dialogo con la giornalista tocca moltissimi altri punti, e il cantante non si sottrae a nessuna domanda, anche a quelle più personali che riguardano la sua fede, rifiorita grazie all’incontro con la comunità di Chiara Amirante Nuovi Orizzonti. «Lì – spiega Nek – ho incontrato persone che nello sguardo avevano qualcosa che è difficile descrivere… direi la rilassatezza di chi nella vita ha passato di tutto ma ora conosce la verità e te la vuole donare, che ti guarda e ti dice “attaccati a me, ci penso io a te”. Loro avevano perso tante battaglie ma avevano vinto la guerra e io volevo capire che cosa li rendeva così speciali. Ed erano ex prostitute, ex assassini, ex drogati. Prima il mio Gesù era lontano, dogmatico, invece con loro ho capito le cose in concreto: cos’è il battesimo? E come mai un abbraccio ha il potere di spazzare via la morte interiore dell’uomo più infelice?».

LA VITA È SACRA. In un altro passaggio, Nek dice che «c’è un Padre che non si stanca mai di aspettare. Basterebbe sapere questo per essere sempre felici, invece oggi vedo troppi cristiani tristi, che quasi si vergognano, ma come si può? Se credi alla resurrezione che cosa ti può fare paura? (…) Siccome io, Filippo Neviani, credo che la vita è sacra, allora non posso metterci mano. Non posso decidere del suo inizio e della sua fine. Non posso uccidere il feto e nemmeno l’anziano o il malato. Ci sono cose che l’uomo può solo contemplare e tra queste c’è quel puntino di vita nascente, motivo di sbigottimento come il mistero della nascita. Così come l’universo, che ne sappiamo noi? E pensiamo all’amore, tutti lo abbiamo provato ma nessuno lo ha toccato, di che natura è? Da dove proviene? L’uomo si dà spiegazioni facili per chetare l’animo, ma questo significa rinunciare ad alzare lo sguardo».

Foto Ansa


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