Nei nostri tg si dedicano 80 secondi alle blatte di Napoli e 17 alle “blatte” cristiane in Nigeria

Ero partito per scrivere un pezzo sulle blatte rosse di Napoli. Il colore degli scarrafoni così uguale alla bandiera di Bassolino e, in parte, di De Magistris era una tentazione troppo forte. Il rinascimento napoletano finito a schifio, Saviano costretto ad occuparsi di disinfestazione come ultima frontiera del riciclo dei capitali della camorra: tutti agganci troppo gustosi per essere lasciati lì senza uno straccio di battuta.

Ero partito così e me ne stavo a raffinare la prosa mentre, distratto, seguivo il TG 1 delle 20.00. D’un tratto compare una cartina della Nigeria e il giornalista dice che tra sabato e domenica ci sono stati novanta morti in attacchi a villaggi cristiani e aggiunge che “secondo fonti cinesi” cinquanta corpi sono stati trovati carbonizzati dentro una chiesa. Fine della notizia. 17 secondi, cronometrati.

Come novanta morti? Cinesi? Cosa ci fanno i cinesi in Nigeria? Cinquanta carbonizzati in una chiesa? Dove? Non c’è tempo per le risposte si passa al servizio successivo. Le notizie continuano a scorrere fino a che non arriva quello sulle blatte rosse. 80 secondi, anche questi cronometrati, di immagini, interviste, consigli, rassicurazioni.

Di certo mi scuserete se non ho continuato con le belinate sugli scarafi comunisti. La notizia vera è che blatta batte cristiano 80 a 17.

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