Murano mette in mostra le opere in pasta di vetro di Amalric Walter

Tra Otto e Novecento l’ingegnoso Amalric Walter (Sèvres, 1870 – Lury-sur-Arnon, 1959) scopre, insieme all’amico professore Gabriel Lévy e dopo innumerevoli prove, esperimenti e studi basati sulle pubblicazioni di predecessori come Henry Cros e Albert Dammouse, il misterioso “legante” per lavorare la “pasta di vetro”, una tecnica che già egizi, fenici, greci e romani padroneggiavano nei secoli da loro vissuti e il cui segreto era custodito come un tesoro soltanto dai più esperti maestri. Il risultato è indubbiamente delizioso, il colore sfumato si perde nello spessore dell’impasto vitreo come se provenisse dall’interno dell’oggetto stesso, che lo sprigiona con tutta la sua forza.

Sono molte le opere prodotte con questa tecnica e il Museo del Vetro di Murano ne raccoglie quattrocento, organizzandole cronologicamente all’interno della mostra intitolata Amalric Walter. La riscoperta della pasta di vetro, che aprirà i battenti dal prossimo 2 febbraio al 12 maggio 2013. Alle numerose testimonianze creative si affiancano documenti cartacei, foto originali, pezzi unici e oggetti con simbologia religiosa che completano il racconto personale dell’artista francese.

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