Mostra – L’ultimo Rembrandt, anziano e mai stanco, alla National Gallery

Chi ha visitato la sua casa ad Amsterdam ha potuto sentire la sua presenza ancora più vicina, ammirando i disegni, le opere grafiche e molti dei suoi dipinti tutti insieme. Ma il genio di Rembrandt (1606-1669) è conteso da musei e gallerie di tutto il mondo, che non fanno altro che riproporci questa o quella tematica sviluppata della sua arte passionale ed espressiva, fiore all’occhiello del Secolo d’oro olandese. E adesso è la volta del Rembrandt anziano ma mai stanco, fulminato da una nuova energia appassionata, onesta e toccante, e alla ricerca di un nuovo stile ancora più espressivo e profondo. Partendo dall’autoanalisi e consapevole di saper manipolare bene le tecniche di stampa e pittoriche, l’artista non smise mai di approfondire i suoi studi sulla luce, di osservare la vita quotidiana che gli scorreva intorno, di sbirciare le opere dei suoi contemporanei e di creare ancora e poi ancora, fino alla fine.

Per gli appassionati del maestro l’appuntamento alla National Gallery di Londra, fino al 18 gennaio 2015, per gustare l’ambiziosa mostra Rembrandt: the late works, dedicata appunto all’ultima produzione dell’artista, è imperdibile. <<Anche dopo tre secoli e mezzo dalla sua morte – afferma la curatrice Betsy Wieseman – Rembrandt continua a stupire e a sbalordire. Le sue invenzioni tecniche e la sua profonda conoscenza delle emozioni umane sono tanto fresche e rilevanti oggi quanto lo erano nel diciassettesimo secolo>>. Tra i 40 dipinti, i 20 disegni e le 30 stampe generosamente prestate da grandi collezioni internazionali, spiccano The Jewish Bride (La sposa ebrea, Rijksmuseum, Amsterdam), The suicide of Lucretia (Il suicidio di Lucrezia, The Minneapolis Institute of Arts, Minnesota), Portrait of a Lady with a Lap Dog (Ritratto di signora con un cane da salotto, Art Gallery of Ontario, Toronto), e Lucretia (Lucrezia, National Gallery of Art, Washington DC).

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