Mostra – Dalle incisioni di Hogarth alle visioni di Füssli, il settecento inglese raccontato a Roma

Nel suo Viaggio attraverso l’intera isola della Gran Bretagna (1724-27), Daniel Defoe scriveva che a Londra <<sorgono ogni giorno  nuove piazze e nuove vie con tale prodigioso numero di costruzioni, che nulla la mondo le uguaglia, né le ha infatti mai uguagliato, salvo al tempo dell’antica Roma di Traiano>>. E’ in questo clima di grande sviluppo economico che inizia a svilupparsi un ceto urbano borghese sempre più interessato a consacrare la propria etica di spirito imprenditoriale e mercantile anche attraverso la commissione di opere d’arte che valorizzassero il loro neonato stile di vita. E direttamente proporzionale alla nascita di una nuova classe “media” di mecenati è il nuovo linguaggio figurativo propriamente britannico portato avanti con orgoglio da artisti inglesi come Reynolds, Constable, Wright of Derby, Ramsay, ma anche dallo svizzero Füssli che operò per la maggior parte della sua vita nel Regno Unito. Sono loro i protagonisti della mostra che la Fondazione Roma gli dedica, fino al prossimo 20 luglio, presso il centralissimo Palazzo Sciarra.

Dal titolo Hogarth, Reynolds, Turner. Pittura inglese verso la modernità, la retrospettiva riporta, dopo quasi cinquant’anni, la pittura inglese del Settecento nella capitale, raccontandone l’evoluzione: dalle prime opere che ancora molto assorbivano dalla cultura classica italiana, alle composizioni che incarnavano al meglio una appena nata iconografia nazionale, come nel caso delle famose incisioni di Hogarth. Il ciclo Marriage à-la-mode o l’Election Day di quest’ultimo, infatti, documenta in modo critico e sottile scene di vita sociale e politica contemporanea che avranno grande successo nel corso del secolo. Mentre spetta a Füssli, qui presente con le bellissime tele Titania e Bottom e La visione della Regina Caterina, di raccontare quanto il teatro appassionasse tutte le classi sociali; fu lui, inoltre, il capofila di una serie di pittori che trasportavano la scena teatrale sulla tela dipinta. Anche il ritratto subì una rivoluzione: fiere e decise le eleganti donne, un po’ vanesi gli attori, i nuovi committenti sfilano da quadro in quadro ricordandoci le proprie conquiste e i propri traguardi. Come dargli torto.

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