Mostra – A Venezia la Hall of Fame del graffitismo

08-STO_1929Evento collaterale della 56esima Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, la mostra The Bridges of Graffiti vuole farci conoscere da vicino quell’arte di strada nata nella periferia di Manhattan, zona di frontiera tra cultura di massa e di élite, bianco e nero, spazzatura e raffinatezza, e diffusasi in tutto il globo a partire dagli anni Ottanta. Boris Tellegen, Doze Green, Eron, Futura, Mode2, SKKI ©, Jayone, Todd James, Teach e Zero-T sono i 10 artisti prescelti che hanno lavorato insieme alla realizzazione di una singola opera collaborativa che invade gli spazi di Arterminal, una sede espositiva di 3500 mq appena restaurati dedicati ai grandi eventi dell’arte contemporanea.

06-STO_1885Ma non è la prima volta che il pubblico italiano si trova di fronte ad opere rappresentative del graffitismo. Già nel 1984 Francesca Alinovi curò una mostra intitolata Arte di Frontiera. New York Graffiti, che portò nel Bel Paese i principali esponenti del graffitismo newyorchese. E dopo trent’anni è giunto il momento di spolverare il passato per capire come si è evoluta la tendenza, osservando il percorso degli esponenti del writing su muri, molti dei quali hanno saputo evolversi e reinventarsi, sviluppando in modo sempre nuovo lo stile figurativo di partenza. La retrospettiva veneta, visibile fino al 22 novembre 2015, va gustata come se fosse una sorta di “Hall of Fame” dove a guidare il visitatore passo dopo passo non è il pavimento, ma il ricco e colorato muro.

 

 

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