Mostra – A Milano le misteriose creazioni metalliche di Jason Martin

Sono rame e nichel gli ingredienti base di quelle opere lucide e specchianti, ibride di scultura e pittura, siglate Jason Martin. Britannico e con una formazione in pittura ad olio e acrilici, l’artista protagonista della retrospettiva Jason Martin / Painting as Sculpture – aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2014 presso gli spazi della Lisson Gallery Milan – ha iniziato a giocare con i metalli fusi nei primi anni ’90, graffiando, trascinando e modellando con forza quei materiali dalla mutevole consistenza e dalla complicata lavorazione. Benché da lontano le forme che prendono vita dalla superficie piatta che le contiene possano sembrare delle grandi croste di pittura lasciata seccare e poi ridipinta, siamo, in realtà, ben lontani, in questo caso, dall’effetto volume che ci regalavano le dense e pastose pennellate o i più sfrenati action painting.

Qui è la sostanza che è cambiata. Qui l’opera scultoria si fissa a quel suolo che tradizionalmente si presta alla pittura, plasmando forme la cui lucentezza metallica seduce l’occhio dello spettatore, frenandone, al contempo, la più immediata comprensione. Sono delle composizioni misteriose che fanno della loro pasta la loro forza e che sconoscono quasi del tutto la forza del colore, che non viene mai applicato dall’artista nelle composizioni di rame, bronzo e nichel, ma che viene usato solo nelle opere di puro pigmento, dove viene applicato ai pannelli modellati che rimandano alla palette di un pittore.

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